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Gattegna a La Russa: Memoria, non formalismi

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha voluto rendere omaggio ai soldati ebrei caduti nella Prima guerra mondiale depositando stamane una corona presso la lapide commemorativa posta sul muro esterno della sinagoga di Roma. Il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ha voluto in questa occasione consegnare al rappresentante del Governo il seguente messaggio:

Illustrissimo Signor Ministro Ignazio La Russa
La ringrazio per il significativo omaggio che ha voluto rendere agli ebrei italiani che, nel corso del primo conflitto mondiale, combatterono valorosamente e persero la vita per la libertà e l’unità della Patria.
Il Suo è certamente un atto significativo in quanto viene compiuto nella Sua qualità di Ministro del Governo italiano e quindi come rappresentante dell’intero Paese.
Nel momento stesso in cui rendiamo un omaggio autentico e non solo formale a coloro che per l’Italia affrontarono l’estremo sacrificio, nasce nella nostra memoria e nella nostra coscienza un collegamento ideale con il ricordo di tutti gli ebrei italiani, appartenenti alla stessa generazione di questi eroi della Grande Guerra che, solo pochi anni dopo, furono vilmente discriminati, umiliati, traditi dal regime fascista che infine, si rese complice della loro deportazione e morte collaborando con i nazisti.
Da questa tragica verità storica, se correttamente trasmessa ai nostri giovani, potrà nascere la speranza che una simile esperienza non debba essere più vissuta da nessuno nel nostro Paese.

Renzo Gattegna – Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

«La prima volta che il Governo italiano, con il ministro della Difesa, omaggia i caduti ebrei, in questo caso di Roma, nella Prima Guerra Mondiale, ha per noi una valenza storica importante». Lo ha affermato il Presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici alla visita del ministro della Difesa. «Questo gesto -ha aggiunto Pacifici – riscatta l’onore di coloro che, insieme a tanti altri italiani, hanno contribuito all’unità d’Italia, nella tradizione e nel solco di quegli ebrei che avevano operato nel Risorgimento. Abbiamo consegnato al ministro La Russa una ricerca dell’Archivio storico della Comunità Ebraica di Roma incentrata sulla storia di una famiglia ebraica e di un ebreo che ha combattuto e fu pluridecorato nella Prima Guerra Mondiale, per fare tutto il percorso che da quell’onore arriva all’onta delle leggi razziali o meglio razziste del fascismo, che impedirono agli ebrei anche di combattere nella Seconda Guerra Mondiale». Pacifici si augura che «questo lavoro sia pubblicato dal ministero della Difesa e sia diffuso per raccontare una pagina della storia del nostro Paese». Il ministro La Russa si è detto immediatamente d’accordo con la proposta.
Il ministro ha inoltre avanzato la proposta di istituire una giornata per ricordare le leggi razziali. ”Credo che, senza farla diventare una festivita’, perche’ altrimenti Brunetta si arrabbia – ha affermato il ministro – occorra individuare un giorno dell’anno per ricordare cosa furono le leggi razziali. Perche’ non se ne parli solo a proposito o, peggio, non se ne parli affatto. Sono certo che il governo Berlusconi e anche le forze politiche di opposizione saranno lieti di individuare questa data, che potrebbe essere il 17 novembre, giorno dell’emanazione delle leggi razziali”. Secondo il ministro, ”e’ la cosa piu’ giusta da fare”
quella di individuare una data ”per far capire a tutto il mondo che non c’e’ in Italia persona che non condanni duramente le leggi razziali”.
Il ministro si e’ anche impegnato per il prossimo 25 aprile a deporre una corona d’alloro, a nome del Governo, alla lapide che si trova all’interno della Sinagoga di Roma e che ricorda i partigiani ebrei caduti durante la guerra. Parlando dei motivi della visita, La Russa ha spiegato che finora non sapeva, ”come non conoscono tantissimi romani, che all’interno della sinagoga vi fosse una lapide che ricorda i caduti della guerra ’15/’18 e che non e’ mai stata onorata da una visita ufficiale di un membro del governo”. Ho voluto rimediare a questa mancanza – ha affermato – e l’ho fatto in assoluta sincerita’ e con grande amore e affetto”. ”Ho preso poi l’impegno – ha aggiunto la Russa – di tornare il 25 aprile a deporre una corona d’alloro anche sulla lapide che ricorda gli ebrei partigiani caduti, quindi in un’epoca diversa e assai piu’ dolorosa per la Comunita’ ebraica”. Rispondendo poi a chi gli chiedeva se la visita avesse anche un significato politico, essendo lui anche il reggente di An, il ministro ha risposto: ”E’ vero che gli esami non finiscono mai, ma non credo che ce ne fosse bisogno. Gianfranco Fini e’, credo, uno dei migliori amici della Comunita’ ebraica di Roma”.