moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

guerra/Obama

In una lezione pubblica nei giorni scorsi di guerra, Rav J. Sachs, capo rabbino del Regno Unito, ha ricordato il midrash che commenta il verso biblico che descrive lo stato d’animo del patriarca Yaaqov alla vigilia del suo incontro, dopo anni di separazione, dal fratello Esav che stava per raggiungerlo con intenzioni apparentemente minacciose. La Torà dice che Yaaqov “ebbe molta paura e fu rattristato”. Bastava dire che aveva paura, perché anche rattristato? La risposta del midrash è che si prospettava a Yaaqov la necessità di difendersi anche con le armi, e questa prospettiva non gli piaceva affatto. Nei giorni passati abbiamo sentito critiche e accuse di tutti i tipi, compreso l’antico argomento della natura congenitamente violenta e guerrafondaia del popolo ebraico. Ma la guerra per Israele è talora, purtroppo, solo una tristissima necessità.

Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma

Nell’immediata vigilia dell’insediamento Barack Obama si è recato in Ohio per passare una giornata dentro una fabbrica che produce bulloni destinati a impianti di energia eolica. Sono vecchie strutture industriali rigenerate per contribuire a emancipare l’America dal greggio importato da Paesi instabili del Medio Oriente o dal Venezuela. E’ questa la strada su cui si incammina il nuovo presidente.

Maurizio Molinari, giornalista