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“Sogni bruciati”. Un filmato per le scuole

Negli ultimi anni, soprattutto dopo l’istituzione del Giorno della Memoria, le scuole hanno lavorato molto sul tema delle leggi razziste del 1938 e della Shoah, naturalmente con approcci, metodi e linguaggi diversi a seconda delle situazioni, del grado e del tipo di scuola. Talvolta è un approfondimento sporadico, proprio in occasione del Giorno della Memoria; ma in molti casi è un percorso didattico di lungo periodo legato al programma di storia o di altri insegnamenti. Gli insegnanti di tutta Italia spesso si rivolgono alle istituzioni locali e nazionali, ebraiche e non, che lavorano su questi temi: le comunità, il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, il Centro di Cultura della Comunità di Roma, l’Associazione Nazionale degli Ex Deportati, il coordinamento del Giorno della Memoria dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, attivo tutto l’anno, e altre ancora. Le richieste riguardano la presenza di testimoni che possano raccontare in prima persona le proprie dolorose vicende, la segnalazione di storici e esperti per lezioni di approfondimento, ma anche suggerimenti per letture, film e sussidi didattici.
In questo contesto nasce “Sogni bruciati“, un filmato dedicato ai ragazzi delle scuole medie e non solo, a cura del Dipartimento Informazione e Relazioni Esterne dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
“L’idea” spiega una delle autrici, Sira Fatucci, coordinatrice del Giorno della Memoria per l’Unione delle Comunità “nasce dalla constatazione dell’assenza di uno strumento didattico per gli insegnanti che vogliano affrontare il tema delle leggi razziste e della Shoah”.
Il soggetto è stato scritto a quattro mani con la giornalista Lia Tagliacozzo che aggiunge “il lavoro che abbiamo fatto cammina su due binari, da una parte c’è l’immedesimazione sul piano emotivo, dall’altra abbiamo voluto dare spazio alla ricostruzione storica”. Un doppio binario che va incontro alle necessità pedagogiche e didattiche degli insegnanti.
Prodotto da Vanni Gandolfo, “Sogni bruciati” è stato realizzato con il contributo del Fondo Italiano di Assistenza Vittime del nazismo (Legge 249/2000) amministrato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. La realizzazione del filmato è stata affidata alla regia di Rebecca Samonà: “ ‘Sogni bruciati’ – spiega la regista – è stato girato tutto all’interno di una scuola; abbiamo cercato di utilizzare un’estetica sporca, mossa. Con due telecamere abbiamo cercato di cogliere da una parte le reazioni dei ragazzi, dall’altra la realtà della scuola, con i suoni, i rumori, i colori dell’ambiente scolastico”.
Protagonisti del filmato sono gli alunni e le professoresse Paola Turi e Alice Vais delle classi I D e III E della scuola media statale “Fabrizio De Andrè“ di Roma, nell’anno scolastico 2007-2008, che si sono prestati a questa esperienza didattica e cinematografica con grande entusiasmo e partecipazione. “Lavorare con i ragazzi – raccontano le autrici – è stato molto interessante perché rispondono con una richezza di emozioni e di competenze che ha sorpreso noi prima di tutto”.
“Quello che abbiamo proposto “ dice Lia Tagliacozzo “ è una suggestione forte: abbiamo chiesto ai ragazzi di prima media di scrivere i loro sogni su fogli che poi sono stati bruciati”. “Sono andati in fumo “spiega nel filmato la professoressa Turi ai ragazzi che la guardano sconcertati mentre dà fuoco ai loro fogli “ proprio come i sogni dei vostri coetanei di 70 anni fa”. Il rogo dei sogni è stata la scintilla da cui sono scaturite riflessioni, curiosità e domande che gli alunni di I media hanno annotato in tanti quadernini colorati. Tanti spunti per studiare e approfondire la storia di quel periodo insieme alle insegnanti. Ma alcune risposte sono arrivate anche dai compagni della terza media, guidati naturalmente da una professoressa, Alice Vais.
“Le insegnanti” spiega Sira Fatucci “ sono state molto disponibili e aperte ad affrontare questi argomenti: per loro non era la prima volta, sono temi che trattano ogni anno con le loro classi”.
“Il filmato è stato realizzato in cinque o sei giorni di riprese “ racconta Rebecca Samonà “ e man mano coglievamo le reazioni, i turbamenti dei ragazzi che nascevano dai fatti di cronaca”. Episodi di razzismo, il bullismo nelle scuole, la violenza, l’intolleranza, il pregiudizio nei confronti dei diversi, sono temi di riflessione introdotti nel filmato proprio dai ragazzi. L’ultima scena è stata girata a Villa Pamphili, nel parco vicino alla scuola. Tutti seduti in circolo sul prato ad ascoltare Pupa Garribba, una “testimone” che, mostrando la sua pagella di allora con la dicitura “di razza ebraica”, ha raccontato quando fu cacciata dalla scuola nel 1938.
Una testimonianza che i ragazzi hanno potuto cogliere nei suoi risvolti umani e personali e che hanno saputo inserire in un contesto storico grazie a un percorso didattico articolato partito da uno stimolo emotivo e passato attraverso una elaborazione storica e culturale, fino all’aggancio con la realtà di oggi.
Un’ esperienza che non ha dato loro risposte chiuse, certe e definitive, ma ha lasciato aperte curiosità, domande e questioni per ulteriori riflessioni ed approfondimenti.
Il fatto che i protagonisti del filmato siano ragazzi di una scuola media, rende il video più vicino ai loro coetanei che lo vedranno in classe. E proprio per questo “Sogni bruciati”, insieme a una necessaria introduzione storica da parte degli insegnanti, può essere un valido sussidio, un punto di partenza per affrontare nelle scuole il tema della alienazione dei diritti, della persecuzione, delle leggi razziali del 1938 e della Shoah. E, come hanno fatto gli stessi protagonisti, arrivare fino alle problematiche dell’attualità, alle discriminazioni, ai pregiudizi, all’esercizio dei diritti nella società di oggi.

Piera Di Segni

Il filmato “Sogni bruciati” è a disposizione delle scuole che ne faranno richiesta all’indirizzo e-mail: “giornodellamemoria@ucei.it”