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Berlusconi da Gheddafi, le scuse italiane e un accordo da 5 miliardi di euro

Il Congresso libico ha ratificato il trattato con l ‘Italia. Poteva essere altrimenti? Direi proprio di no visto che in Libia,salvo mutamenti invisibili, vige una dittatura che si appresta a compiere,con tanto di invito al G8,40 anni.

Non avendo nostalgia alcuna per il nostro passato coloniale, non mi sconvolgono le teatrali scuse alla Libia, ma la genuflessione politica ad un dittatore che nega al proprio popolo i più basilari diritti umani, complice del terrorismo internazionale e reo di eliminazione fisica dei propri oppositori, stride fortemente anche con la più disinibita “real politik” e la speranza, per alcuni illusione, di buoni affari e di prevenzione dei “viaggi dei disperati” verso Lampedusa.
Peraltro il nostro stesso Parlamento non ha battuto ciglio, trasversalmente, dinanzi alla denunzia del regime libico espressa dai Radicali, da Furio Colombo e pochi altri.
Come meravigliarsi, quindi, se l’altra sera il maggior TG di Stato ha definito Gheddafi “premier”, nobile termine che rimanda direttamente alla più antica democrazia?
E che ne sarà ora dei diritti degli ebrei di origine libica?

Gadi Polacco, Consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane