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discussioni/Oren

Nel capitolo 5 di Avòt si distingue tra due tipi di discussioni: una in nome del Cielo e l’altra no e si porta come esempio di discussione fatta in nome del Cielo quella fra Hillèl e Shammài mentre l’altro tipo di discussione è quella tra Kòrach e il suo gruppo. La storia di Kòrach ci può far capire che cosa intendono i chakhamìm per discussione non in nome del Cielo. Kòrach è a capo di un gruppo di persone che si ribella contro Moshè. Sono spinti alla ribellione da interessi e motivazioni diversi che probabilmente avrebbero portato il gruppo di ribelli a dividersi in un momento successivo. L’unico elemento comune è il nemico, Moshè. Questa discussione non è in nome del Cielo perché non basata sulla contrapposizione di idee ma di interessi. La discussione tra Hillèl e Shammài è invece considerata, per antonomasia, in nome del Cielo perché Hillèl e Shammài, pur dividendosi su moltissimi argomenti di Halakhà mantengono intatti i loro rapporti personali. Ogni volta che assistiamo e ci impegniamo in una discussione ideologica dobbiamo stare attenti che sotto l’ideologia non si nasconda un interesse personale.

Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano

L’uomo nuovo nei rapporti Usa-Israele è Michael Oren. Politologo americano ed ex paracadutista in Israele, con una sorella morta in un attentato di Hamas a Gerusalemme e i suoi libri sul Medio Oriente in cima alle classifiche dei più venduti in America, Oren è un opinionista molto determinato nei talk show tv e assicura che da ambasciatore di Israele a Washington lo sarà anche con Netanyahu e Obama. C’è chi parla di possibile crisi nei rapporti Usa-Israele e Michael Oren rappresenta la sintesi vivente fra le due nazioni.

Maurizio Molinari, giornalista