vita ebraica…

La parashà di Vayetzè racconta l’uscita di Ya’akòv dalla Terra d’Israele e l’inizio di un esilio ventennale a Charàn. Il Talmùd, nel Trattato di Chullìn, racconta questa storia. Quando Ya’akòv giunge a Charàn si rende conto di essere passato, senza fermarsi a pregare, per il luogo in cui avevano pregato i suoi padri, il Monte Morià, e su cui un giorno sarebbe stato costruito il Bet Hamikdàsh, decide di tornare indietro; ma, a questo punto, avviene un miracolo e il Monte Morià si trasferisce nel luogo in cui lui si trova. Secondo rabbi Moshe Feinstein, questo midràsh insegna qualcosa di importante riguardo la nostra vita di ebrei diasporici. Spesso diciamo che noi viviamo in condizioni che, oggettivamente, impediscono lo sviluppo di una piena vita ebraica. Quello che ci dice invece il midràsh è che se veramente lo desideriamo è il Monte Morià che ci viene incontro.

Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano

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