moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

Torah oggi – Complicità e responsabilità

Dopo l’aggressione subita dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, abbiamo assistito a una sfilza di dichiarazioni sia nelle trasmissioni televisive che al Parlamento circa la responsabilità di presunti mandanti dell’aggressione. Un precedente simile è quello dell’assassinio di Izhak Rabin: allora si cercò di attribuirne la responsabilità sia all’atmosfera che si respirava in quei giorni in Israele sia in quella che si respirava all’università in cui aveva studiato il giovane attentatore. Nel nostro caso si è cercato di attribuire la responsabilità al clima creato dai giornalisti e dai giudici che avrebbero in tal modo armato la mano dell’aggressore.
La tentazione di scaricare su qualcuno di comodo la responsabilità di un atto criminoso è sempre molto forte, ma vediamo cosa dice in proposito la halakhà. Vi sono due concetti che potrebbero essere applicati a questo caso:
1) Shaliàch lidvàr ‘averà. Delegato a compiere una trasgressione. Molti gerarchi nazisti hanno cercato di giustificare i propri crimini adducendo il fatto che stavano eseguendo un ordine. Ora, mentre si può delegare una persona a compiere una mitzvà, non si può fare la medesima cosa per una ‘averà (trasgressione): ognuno è responsabile in prima persona degli atti che compie.
2) Mesajè’a le’ovèr ‘averà. Contribuire al compimento di una trasgressione. Ad esempio, immaginando un furto, pur non avendo compiuto in prima persona l’azione criminosa, il ricettatore contribuisce di fatto agevolando chi lo ha compiuto. Dopo l’aggressione si è detto che qualcuno aveva armato la mano dell’attentatore, passandogli la statuetta del duomo in miniatura utilizzata per sferrare il colpo: la responsabilità primaria dell’atto appartiene comunque alla persona che lo ha sferrato, ma chi avrebbe passato l’arma contundente avrebbe contribuito all’azione e sarebbe da considerarsi comunque messaje’a le’over ‘averà.
A mio parere, gli articoli, le trasmissioni televisive e le dichiarazioni di pentiti che avrebbero “avvelenato” il clima nei giorni che precedettero l’aggressione a Silvio Berlusconi non possono rientrare nella categoria di messaje’a le’over ‘averà. Ognuno può essere dichiarato responsabile solo delle proprie azioni.
Dichiarazioni, articoli e processi vanno valutati entro un altro ambito della halakhà: i giudici e i media dovrebbero gestire informazione e processi attenendosi alle complesse norme che proibiscono di fare lashon harà (maldicenza e dintorni). Ma questo è un altro discorso.

Rav Scialom Bahbout