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Purim…

“…e questi giorni di Purim non cesseranno mai (dall’essere celebrati) da mezzo gli ebrei e il loro ricordo non sarà cancellato fra la loro discendenza” (Ester 9:28). I Maestri sostengono che questo versetto della “Meghillà” elevi la festa di Purim, tra tutte le altre, tanto da affermare che nell’era messianica tutti i Moadim saranno annullati tranne i giorni di Purim. Rabbì David Zakut Modena, Av Bet Din della Comunità di Modena (XIX SEC.) si domanda il perché le festività “mideoraità” (comandate dalla Torà) saranno annullate in era messianica mentre una festività “middivrè kabbalà” (istituzione fondata su una tradizione) sarà mantenuta. Egli spiega che le altre feste si fondano su miracoli avvenuti quando il popolo d’Israele era già vicino al Signore, anche attraverso figure scelte, che al momento opportuno sapevano ridestare nel popolo l’attaccamento a Lui; invece, il miracolo avvenuto in Persia, si è verificato nelle condizioni più difficili, in esilio, in un contesto di forte assimilazione, dove non c’era nessun segno, simbolo o persona scelta che potesse favorire un riavvicinamento verso il Signore. La salvezza, per gli ebrei di Persia, è arrivata perché sono stati capaci di andarle incontro. E’ per questo che il miracolo di Purim, proprio perché si identifica con la Gheullà che – presto ai nostri giorni – si verificherà in era messianica, non sarà cancellato fra la “nostra” discendenza. Cominciamo a muoverci… Lealtar dighullà shelemà

Adolfo Locci, rabbino capo di Padova