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L’uso universale dell’Esodo

Nel costante dibattersi dell’ebraismo fra il particolarismo e l’universalismo, colpisce l’uso universale che della liberazione dell’Esodo, che noi ebrei celebriamo nel Seder e nella lettura dell’Haggadah, è stato fatto nella storia. In particolare il mondo protestante del Cinque-Seicento ha visto nell’Esodo la metafora di ogni rivoluzione, di ogni volontà di opporsi alla tirannia e di conquistarsi la libertà. Lo ha raccontato in un librino affascinante di tanti anni fa un grande studioso americano del pensiero politico, Michael Walzer, dimostrando la potenzialità innovativa, costruttiva di questa metafora, che esalta l’agire dell’uomo nella storia, la sua azione politica nel mondo. E possiamo forse dedicare un pensiero, ricordando la nostra liberazione, a quanto questa liberazione è stata capace nel corso dei secoli di dire al resto del mondo.

Anna Foa, storica