Qui Venezia – 25 aprile una festa di tutti

Venezia ha celebrato il 65° anniversario della liberazione, con una serie di iniziative organizzate dal Comune di Venezia in collaborazione con le associazioni partigiane, il Comitato Coordinamento associazioni combattentistiche e d’arma, l’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea e la Comunità Ebraica di Venezia.
Tra le tante attività che ogni anno vengono organizzate per il 25 aprile anche il consueto percorso della Memoria con la tradizionale deposizione delle corone di alloro davanti ai monumenti ai caduti per la libertà contro il nazifascismo: partito da Campo San Canciano, il corteo, composto da cittadini comuni e cappeggiato da una delegazione di partigiani e di partiti del centrosinistra, ha visitato le lapidi commemorative poste sulle case di sette martiri veneziani per la resistenza: Bruno Crovato, Luigi Borgato, Giuseppe Tramontin, Ubaldo Belli, Piero Favretti, Augusto Picutti, Manfredi Azzarita. Novità di quest’anno l’accompagnamento al corteo del coro 25 aprile – Mezzalira Olivolo, che oltre alle canzoni tipiche della festa di liberazione ha intonato alcune melodie della tradizione ebraica a suggellare lo stretto rapporto tra le associazioni partigiane e la comunità ebraica lagunare. Il corteo ha concluso il suo itinerario in Campo del Ghetto Nuovo dove era stato allestito un palco vicino al memoriale della Shoah per la cerimonia di commemorazione. Presente all’evento l’assessore Tiziana Agostini che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale di Venezia e del sindaco Giorgio Orsoni. Nel suo intervento l’assessore Agostini ha sottolineato come l’Italia sia fondata sulla condivisione dei valori che hanno portato alla sua liberazione: “E’ dal 25 aprile che si genera la memoria collettiva di questo paese ed è compito di tutti trasmetterne il significato alle generazioni che verranno. Dobbiamo commemorare l’impegno e il sacrificio di coloro che si opposero alla servitù nazifascista tenendo sempre a mente che dalla resistenza è nata la nuova Italia”. E’ poi intervenuto Rav Elia Richetti, (nella foto in alto) rabbino capo di Venezia e neo-eletto presidente dell’Assemblea rabbinica italiana, che ha posto l’attenzione sul motivo della cerimonia davanti al memoriale della Shoah per il 25 aprile: “ Oggi non è il giorno dedicato alla memoria della Shoah – ha affermato Rav Richetti – né per lo stato italiano, nè per il mondo ebraico, ma questa giornata acquista un significato comune per tutti noi. La ricorrenza di oggi non è infatti solo la commemorazione della fine del nazifascismo, ma della fine di una lotta, conclusasi 65 anni fa, di un mondo intero contro una concezione aberrante, di coloro che sostenevano il diritto all’esistenza contro chi lo negava. Questo è il senso di questa giornata e questo è il modo in cui dobbiamo considerarla, affinchè il 25 aprile sia la festa di tutti, di tutto il popolo italiano“.

Michael Calimani