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…tragedia del Carmelo

Ahuva Tomer era l’ufficiale comandante della polizia di Haifa. Una donna con il grado di colonnello, che era riuscita a farsi amare (proprio come il suo nome in ebraico, Amata) da tutti. Quando è scoppiato l’incendio sul Monte Carmelo, Ahuva non è rimasta in ufficio a distribire ordini, ma si è messa al volante ed è corsa nel luogo dove un gruppo di ufficiali del servizio carcerario aveva avuto l’istruzione di sgomberare il carcere Damon, minacciato dalle fiamme. Ahuva è stata ripresa in televisione sulla salita mentre scherzava con un fotografo e gli offriva un posto sul retro della vettura. Un minuto dopo, Ahuva era in mezzo al vortice dello Tsunami di fuoco che – da una direzione del tutto imprevedibile – si era riversato sull’autobus su cui viaggiavano 37 ufficiali carcerari oltre a altri due alti ufficiali della polizia, divorando tutti nelle fiamme. La grande tragedia del Carmelo ha svelato carenze organizzative, di cui si dovrà riparlare, ma ha soprattutto dimostrato l’eccezionale qualità umana, coraggio e professionalità delle forze dell’ordine e dei servizi di emergenza di Israele. A parte gli enormi danni materiali, nessun civile è stato colpito dal disastro. Ahuva ha lottato tra la vita e la morte per quattro giorni. E poi, come ha detto il Comandante generale della polizia durante la cerimonia del funerale, nel promuoverla a Generale di Brigata: “Anche dopo la ferita hai mostrato quando profonda era la tua anima di comandante. Dal mezzo delle fiamme hai dimostrato il valore della difesa della vita umana. Non ci hai lasciato finché non sei stata certa che le fiamme erano state definitivamente spente”.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme