Qui Torino – Tre mesi per ricordare

Per Torino e la sua comunità ebraica, il periodo racchiuso tra le date del Giorno della Memoria, 27 gennaio 2011, e della festa della Liberazione, 25 Aprile, sarà contrassegnato da un intenso lavoro sul ricordo della Shoah.
Un programma fatto di mostre, incontri e libri che va oltre la volontà di onorare il Giorno istituzionale della Memoria.
“Il tema di quest’anno è la vita – spiega la responsabile delle iniziative culturali della Comunità ebraica di Torino Sarah Kaminski – la vita che non si è fermata con la Shoah”.
Per la mattina del 27 è previsto il consueto appuntamento al cimitero Monumentale, in cui la cittadinanza e le autorità municipali e regionali commemoreranno i caduti in guerra e renderanno omaggio alle loro lapidi. Alla presenza del sindaco uscente Sergio Chiamparino verrà recitato il Kaddish sulla lapide dei deportati. Le celebrazioni ufficiali della città proseguiranno, nel corso della mattinata, nella Sala Rossa di Palazzo di città, il municipio torinese, dove interverrà la storica Anna Bravo. Anna Bravo che, insieme a Federico Cereja è autrice del libro edito da Einaudi Intervista a Primo Levi, ex deportato, presenterà alla Comunità ebraica di Torino il suo lavoro. A introdurre gli autori, la sera del 26 gennaio al Centro sociale adiacente al tempio, sarà lo storico contemporaneista dell’Università di Torino Fabio Levi.
Il 27 gennaio le iniziative comunitarie si concentreranno soprattutto nel pomeriggio per non accavallarsi con quelle istituzionali. Alle 17.00, verrà inaugurata in piazzetta Primo Levi l’installazione realizzata da Antonio Catalano. L’opera di questo artista potentino, intitolata Il popolo del silenzio, consta di trentasei “sculture-contenitori di vari oggetti, foglie, semi, scritti e pensieri”, spiega la dottoressa Kaminski. Tali sculture “simboleggiano i trentasei Giusti tra le nazioni che secondo la tradizione ebraica sono presenti in ogni generazione”. L’intento è quello di commemorare coloro che compirono “gesti di altruismo e coraggio durante la Shoah”. Il popolo del silenzio vuol dunque essere un omaggio a quei “più di quattrocento italiani insigniti della medaglia di Giusto fra le nazioni”. I trentasei contenitori realizzati da Catalano, anticipa la Kaminski, “potranno essere riempiti dai visitatori e dalle scolaresche con diversi contenuti: scritti, lettere, libri, ricordi che svelano emozioni, sogni e pensieri sul Giorno della Memoria”.
All’inaugurazione dell’opera di Catalano seguiranno letture sceniche di Bobo Nigrone, regista dello spettacolo teatrale Io ti racconto…settembre 1943, una strage dimenticata. La pièce taetrale che racconta la prima strage di ebrei avvenuta in Italia, nei pressi del lago Maggiore, ha ripetuto al teatro Baretti il successo dell’anno precedente.
Infine è previsto un momento di raccoglimento in sinagoga, al quale faranno seguito la preghiera serale e la recitazione del Kaddish. Al momento forse più solenne della giornata, la Comunità ha invitato a partecipare la rappresentante della comunità Rom Vesna Vuletic.
In serata prosegue il percorso teatrale indicato dalla Comunità di Torino per questa edizione del Giorno della Memoria: alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani andrà in scena l’opera da camera per sopranno, attori e cinque strumenti Il gioco delle sorti. Realizzata dalla scrittrice Sandra Reberschak e dal compositore Gilberto Bosco, quest’opera racconta, con un articolato intreccio dei piani temporali, la storia di Purim interpretandola “quale paradigma religioso della persecuzione”, nelle parole di Bosco. L’innovativa idea di raccontare la Shoah allusivamente e nella forma dell’opera da camera sarà proposta anche ai bambini delle scuole torinesi nella replica mattutina del 28 gennaio.
L’arte si riconferma quest’anno il canale privilegiato dalla Comunità ebraica subalpina e dalla sua consigliera Sarah Kaminski per parlare di Shoah al pubblico esterno. A partire dal Giorno della Memoria, infatti, il Centro sociale comunitario ospiterà la mostra del pittore neofuturista di origini egiziane Daniel Schinasi: tra le principali opere esposte Omaggio ai martiri dei campi di sterminio, Le témoin du ghetto de Varsovie, L’arrotino del ghetto e Il sacrificio di Isacco.
Numerose e prolifiche le collaborazioni intrattenute con i principali enti e associazioni culturali della città: il Goethe Institut Turin, il principale centro di cultura tedesca della città, presenta martedì 25 gennaio lo spettacolo musicale Per la vita, realizzato da Esther Béjarano, una delle ultime musiciste viventi dell’orchestra femminile di Auschwitz, e accompagnato dal gruppo hip hop teutonico Microphone Maphia.
Prosegue inoltre il connubio sperimentato l’anno scorso con il Consolato polacco, col quale la Comunità ebraica aveva allestito un percorso di approfondimento sulla storia e sull’opera di Bruno Schultz. Martedì 25 gennaio alle ore 17.00, nella sede del Museo diffuso della Resistenza, saranno presentati il libro Il testimone inascoltato, “in cui l’autore francese Yannick Haenel ripercorre la vita di Jan Karski, messaggero della Resistenza polacca che nell’agosto del 1942, con grande rischio per la sua vita, entrò nel ghetto di Varsavia, riuscendo a documentare il piano di sterminio degli ebrei polacchi perpetrato dai nazisti”, spiega il console Ulrico Leiss de Leimburg ; e il libro di Marco Patricelli, Il volontario. “Il volontario, spiega il console Leiss de Leimburg, racconta la storia del tenente di cavalleria Witold Pilecki, il quale si fece volontariamente arrestare dalla Gestapo imprigionare ad Auschwitz per organizzarvi la rete di resistenza e inviare i rapporti sulla situazione nel campo”. Alla presentazione interverranno, con gli autori dei due volumi, l’Ambasciatore polacco Wojciech Ponichiewski, l’assessore alle Relazioni Internazionali del Comune di Torino Giovanni Maria Ferraris, Carla tonini, docente dell’Università di Bologna, lo storico Marco Brunazzi, la rappresentante della comunità polacca di Torino Krystyna Jaworoska e la consigliera della comunità ebraica Sarah Kaminski. Nel mese di febbraio la comunità polacca offrirà al pubblico Intrecci culturali, un concerto che verrà eseguito il 16 febbraio al teatro Vittoria di via Gramsci: il musicologo della Comunità ebraica torinese Enrico Fubini introduce la pianista di Cracovia Gaja Kunce, la quale eseguirà due sonate composte da Jòzef Wieniawski e Aleksander Tansman.
Anche l’Accademia Albertina di Belle Arti darà il suo contributo alla memoria: viene infatti inaugurata nella settimana precedente il 27 gennaio la mostra Arte e Shoah, che proseguirà fino al venti febbraio: si tratta dell’esibizione di lavori delle allieve e degli allievi dell’Accademia, ospitata nei locali del Museo diffuso della Resistenza.
Non farà mancare il suo apporto alla causa della memoria della Shoah una storica istituzione torinese impegnata del dialogo interreligioso: l’Amicizia ebraico-cristiana. Il 2 febbraio sarà inaugurata la mostra 17 novembre 1938: lo Stato italiani emana le leggi razziali, curata da Franco Debenedetti e allestita nella biblioteca Passerin d’Entreves da Cynthia Burzi. Dal 9 di febbraio partirà la rassegna cinematografica dell’Amicizia ebraico-cristiana. “Il ciclo di pellicole proposto vuole meditare sulla percezione storica attraverso il mezzo cinematografico”, spiega la curatrice Sarah Kaminski. I titoli sono Il gabinetto del dottor Caligari (Robert Wiene, Germania, 1920); L’uomo che verrà (Giorgio Diritti, Italia, 2009); O’ Jerusalem (Elie Chouraqui, Usa, 2006); Yitzhak Rabin cineasta (Limor Pinchasov, Israele); La masseria delle allodole (Paolo e Vittorio Taviani, Italia, 2007); e Codice genesi (Albert e Allan Hughes, Usa, 2010).
Febbraio vedrà altre iniziative collegate al Giorno della Memoria: il secondo del mese, alla libreria Torre di Abele, Alberto Cavaglion e Claudio Vercelli presenteranno il libro di Mario Avigliano e Marco Palmieri, edito da Einaudi, Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia: diari e lettere 1938-1945. Lo stesso giorno si terrà un convegno in Comunità dal titolo Incontro: i nostri partigiani ebrei, moderato dal presidente Tullio Levi, dallo storico Brunello Mantelli e da Elena Ottolenghi. Saranno ricordate le figure di Sergio Piazza e Rinaldo Laudi, partigiani ebrei piemontesi. Brunello Mantelli sarà nuovamente in Comunità in occasione della festa della Liberazione, il 25 aprile, per presentare il quarto volume del Libro dei deportati, la monumentale opera sulla storia della deportazione dall’Italia ai Lager nazisti nata da un’idea del compianto Bruno Vasari.

Manuel Disegni

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