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…Nazioni unite

È necessario a volte sollevare lo sguardo dalla circostanza del momento e dalla grande massa notiziaria del quotidiano, e spingerlo un poco oltre, verso eventi che ancora non sono accaduti ma probabilmente si verificheranno, inducendo un’ampia messe di conseguenze. Si comincia a parlare della prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in settembre, nel corso della quale potrebbe essere proposto il riconoscimento di uno Stato Palestinese. Data la composizione e le regole di gioco dell’ONU, la proposta potrebbe raccogliere facilmente l’appoggio di almeno 150 paesi, e non essendoci in Assemblea il diritto di veto come al Consiglio di Sicurezza, si creerebbe un fatto compiuto di notevole impatto sulla situazione strategica di Israele e di tutto il Medio Oriente. L’ipotesi qui prospettata – senza alcun rapporto con la capacità effettiva di autogestione da parte dell’Autorità palestinese – dimostra quanto sia cambiato negli ultimi anni l’equilibrio delle forze geo-politiche nel mondo, non necessariamente a favore di Israele. Suggerisce anche quanto sia necessario per Israele sviluppare nuove strategie lontane dalla teoria “quel che è stato è quel che sarà”. In Israele esiste la consapevolezza che a settembre potrebbe scatenarsi un vero Tzunami politico. Speriamo che esistano anche i meccanismi di pianificazione politica in grado di attenuare le conseguenze negative dell’ondata d’urto, e anzi capaci di trasformarla in un’ondata di energie positive. Certo non potrà valere la giustificazione udita in altre circostanze: siamo stati colti di sorpresa.

Sergio Della Pegola, Università Ebraica di Gerusalemme