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Qui Torino – Fuori dal ghetto, il 1848 degli ebrei

Finalmente italiani! Nel 1848 l’editto di Carlo Alberto permette agli ebrei di godere di tutti i diritti civili e, quindi, di uscire dai ghetti. Ieri sera, al Teatro Gobetti di Torino, la prima del recital teatrale “Fuori dal ghetto. Il 1848 degli ebrei”, tratto dall’omonimo volume di Giorgina Arian Levi e Giulio Disegni. Per la regia di Pietra Selva, musica e poesie di Primo Levi e Paul Celan si sono alternate a letture, riprese dal libro, su cosa significò la promulgazione dello Statuto Albertino per le minoranze religiose, in particolare per quella ebraica. Tullio Levi, presidente della Comunità Ebraica di Torino, ha voluto sottolineare come questo percorso che ha portato gli ebrei italiani fuori dai ghetti sia stato non solo frutto di una concessione del sovrano, bensì di una autoemancipazione, ed ha quindi voluto ricordare la figura di Rav Lelio Cantoni, Rabbino Capo di Torino dal 1833 fino alla sua morte, avvenuta nel 1857, “l’uomo giusto, nel posto giusto, al momento giusto”, che ha saputo guidare la Comunità Ebraica della sua città nella rivendicazione dei propri diritti civili. Il Comune di Torino, rappresentato dall’assessore Marta Levi, ha infine voluto ringraziare la Comunità Ebraica per il notevole contributo apportato alla celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia; anni che hanno visto la minoranza ebraica uscire finalmente dai ghetti, dopo secoli di segregazione, e conquistare quei diritti civili propri di ogni cittadino.