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In ricordo di Rubino

Si sono lette in questi giorni, anche su questo portale, parole molto belle in memoria di Rubino Romeo Salmoni, che mi hanno commosso, ma temo non abbiano avuto il coraggio di affrontare il tema scottante che invece non può essere eluso ossia la trasformazione (che io definirei alterazione) della sua testimonianza una volta che essa è terminata, tramite Vincenzo Cerami, la base per la sceneggiatura del film di Benigni “La vita è bella”. In nessun altro caso di testimonianza italiana mi sembra si possa osservare una manipolazione di dimensioni così gigantesche. Ogni volta che rivedo il film di Benigni mi capita di pensare: Rubino ha subito una ingiustizia che non meritava.
Quando il film uscì nel 1998 molti cercarono di convincermi dicendomi che sarebbe stato un film utile ai giovani, perché ai giovani la coppia Cerami-Benigni aveva saputo parlare utilizzando un linguaggio adatto. Le cose sono andate diversamente. Uno dei graffiti che nelle grandi città italiani vanno per la maggiore è il “Buongiorno Principessa” che il Roberto nazionale in quel film scrive davanti alla casa della sua innamorata. Per gli adolescenti italiani di oggi, cresciuti a pane e Benigni, il film ha suggerito una frase sdolcinata che equivale più o meno a una frase di Moccia e con la deportazione non ha legame. Sarebbe bello, è pura utopia solo pensarlo, che davanti alle scuole italiane, domani, qualche mano anonima scrivesse il suo addio : “Buongiorno Rubino, ti sia lieve la terra”.

Alberto Cavaglion