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…“speculatori”

Sempre più il termine “speculatori” mi pare un capro espiatorio attraverso cui la politica cerca di scaricare altrove proprie colpe. Un capro espiatorio che, come ben sappiamo noi ebrei, può avere conseguenze pericolosissime. Trovo, invece, il giudizio dei mercati un metodo profondamente democratico attraverso cui i risparmiatori emettono un giudizio sui governi dei singoli Paesi, che sempre più hanno agito in base a piccole logiche elettorali. Non si vede il motivo per cui una persona (ma lo stesso vale anche per i grandi istituti che amministrano fondi pensione o risparmi di migliaia di individui) dovrebbe investire i propri soldi in titoli di Paesi che non si sono rivelati affidabili. È da rivedere questa proclamata dicotomia mercato/democrazia: ai cittadini è stato dato un formidabile strumento per richiamare la politica ai propri obblighi, pena il fallimento dello Stato e l’ignominia per i responsabili. Anche in Italia, abbiamo visto come governi che si sono interessati sempre di altro (ed uso un eufemismo) siano stati costretti a celeri dimissioni.

Davide Assael, ricercatore