Matusalemme, un miracolo di palma

La storia di Massada è nota ai più, magari per la conclusione tragica della rivolta contro i romani all’epoca di Tito (66-73 d.C.) in cui i superstiti dell’insurrezione asserragliati nella roccaforte preferirono darsi la morte che cadere nelle mani del nemico. Nel 1960 Ygal Yadin, il più importante tra gli archeologi che la studiarono, durante lo scavo del palazzo di Erode scoprì tra le altre cose, alcuni noccioli di dattero, elemento questo non sorprendente perché è noto che all’epoca i datteri facevano parte della dieta giornaliera della popolazione anche perché non era un problema procurarseli. Ma la cosa sorprendente invece è che il nocciolo trasferito ai laboratori di genetica dell’università Bar-Ilan e poi di Gerusalemme ha dimostrato di avere ancora alcuni elementi vitali e di appartenere a un tipo di palma estinto ormai in Israele, noto come la palma del deserto di Giuda. Gli studiosi decisero di piantare il nocciolo e seguirne l’evoluzione anche se le possibilità di vedere nascere qualche cosa da questo erano estremamente improbabili. Ma cosi non è stato poiché dal nocciolo è nata una piccola piantina che non a caso è stata immediatamente denominata “Matusalemme”. Oggi la piantina, divenuta un giovane albero, è stata piantata nel kibbutz di Ketorà, nel deserto dell’Aravà, e si aspetta con comprensibile impazienza e curiosità che produca i primi datteri.

(Miriam Della Pergola)