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…insensatezze

Ho commentato sui tre ebrei ultraortodossi che hanno deturpato Yad Vashem ‘in funzione antisionista’, e la mia casella di posta si intasa. Un amico mi scrive che tuttavia i peggiori sono gli ebrei che bruciano le moschee. Io, che non pensavo a graduatorie dell’insensatezza, ritengo che il fatto che ci siano imbecilli che hanno per hobby l’incendio delle moschee non impedisca di denunciare un imbecille che deturpa il Museo della Shoah. Un altro amico mi invia per l’occasione un ironico commento di Camus sugli antisemiti che non apprezzano la solidarietà fra ebrei. E mi interrogo: dovrei essere dunque solidale con i tre ultraortodossi che offendono la memoria della Shoah? Ossia, è obbligatorio essere sempre solidali anche con gli imbecilli o con i criminali, a qualsiasi religione e nazionalità essi appartengano? O magari è solo proibito lavare questi ‘panni sporchi’ in pubblico, oltretutto dopo che ne ha parlato la stampa di tutto il mondo? Sono certo di aver letto male: il mio secondo amico non può aver inteso nulla di tutto ciò nel suo messaggio. Ma c’è il rischio che qualcun altro fraintenda e ritenga utile e doveroso attenersi al principio. Perché, in fin dei conti, per me un imbecille rimane un imbecille, qualsiasi sia il colore dei suoi occhi. Ma forse, intende il mio amico, non sono loro a insultare il ricordo della Shoah, le sue vittime e la stessa idea sionista deturpando Yad Vashem, ma sono io a odiare loro denunciandone l’imbecillità. E, in questo mondo estremo e alla rovescia, magari ha ragione lui. E, tutto ciò nonostante, si è ben consapevoli del fatto che, esterni alla nostra dialettica, esistono anche imbecilli che da destra e da sinistra si divertono a strumentalizzare pregiudizialmente tutto quanto sopra. Ci si deve abituare. Ma a esercitare il vizio del pensiero libero si respira meglio.

Dario Calimani, anglista