…paura

Non è vero che l’altra sera a Londra non ci fosse la memoria degli atleti israeliani uccisi.
Nell’affermazione ossessiva del politically correct, nella celebrazione glamour che non deve spiacere a nessuno, dove si celebra la “fatina buona” Mary Poppins, ma si ha paura di rendere omaggio a George Orwell (forse per non dispiacere a qualche despota) lì c’era la memoria degli atleti israeliani uccisi. L’attore protagonista di tutta quella scenografia (come il nano gobbo che muove la storia, ma non si deve vedere, come scrive Walter Benjamin nella prima delle sue tesi di filosofia della storia) prima ancora dell’orgoglio nazionale, era la paura.

David Bidussa, storico sociale delle idee

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