…giustizia

Qualcuno si ricorda di Erin Brockovich, l’eroina della class action immortalata nel 2000 da Julia Roberts nell’omonimo film diretto da Steven Soderbergh, segretaria di un piccolo studio legale che indaga sulla Pacific Gas and Electric Company, il colosso americano produttore di energia responsabile della contaminazione delle falde acquifere di un paesino californiano provocando tumori e gravissime malattie ai residenti? Il tutto conseguito inquinando prove e cercando, trovandole, sponde solide tra funzionari pubblici compiacenti.
Ci ho pensato molto in questi giorni a proposito dell’Ilva di Taranto. E mi sono chiesto come mai porre una questione di giustizia nel nostro paese sia così difficile e perché nessuno abbia parlato. In ogni caso perché nessuna figura morale – politica, civile, religiosa – a prescindere dalla propria funzione pubblica, abbia posto la questione della responsabilità pubblica. Deve essere che ognuno è talmente preso dalla coltivazione della propria identità (dell’orgoglio di averne una, o del timore di perdere quella che ha duramente conquistato) che si è persa l’abitudine di porre, anche utilizzando il proprio bagaglio culturale e identitario, questioni di carattere generale o che riguardano la qualità della vita di tutti. Ovvero di pensarsi come parte di un mondo. O forse, più semplicemente, di essere nel mondo.

David Bidussa, storico sociale delle idee

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