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Qui Roma – Sfide del lavoro e contributo ebraico

Prende come riferimento il Talmud ed estratti di pensiero dei grandi Maestri il rabbino capo di Roma, rav Riccardo Di Segni, per elaborare da una prospettiva ebraica l’argomento “Formazione, Giovani e Lavoro” scelto dalla Fondazione Aises – International Academy for Social and Economic Development – come tema di un intenso confronto svoltosi ieri a Palazzo Montecitorio. L’appuntamento, giunto alla terza edizione, vede confrontarsi nella Sala Regina, la stessa sala dove è solennemente ricordata con una targa l’infamia delle Leggi Razziste ministri, economisti, esperti di lavoro e di formazione. Con loro anche due rappresentanti del mondo religioso, oltre al rav Di Segni monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma – per una comprensione a 360 gradi che, spiega il presidente di Aises Valerio De Luca, “non può prescindere dalla centralità rappresentata nelle nostre società da aspetti etici, morali, spirituali”. Citando il Talmud (trattato Kiddushin) il rav si sofferma sui doveri del padre verso il figlio, in primis quello di insegnargli un lavoro. Perché, come hanno commentato alcuni Maestri, il padre che non insegna al proprio figlio un lavoro “è come se gli insegnasse a rubare”. Il mondo del lavoro è profondamente cambiato da allora e con esso l’intera società di contorno ma il tema della formazione resta comunque, in ambito ebraico, una pietra miliare. “L’ebraismo – ha affermato il rav – insegna il rispetto fondamentale per lo studio. Un principio irrinunciabile che ha attraversato i secoli, un vero e proprio approccio religioso verso i libri e verso la logica”. Nel suo intervento rav Di Segni, riprendendo il filo di un discorso apertosi lo scorso anno con Ettore Gotti Tedeschi, ha quindi voluto lanciare un appello alla fiducia, a fare figli, a cementificare nell’unità familiare la speranza di un futuro migliore. Edith Anav, responsabile Aises per il dialogo interreligioso, aveva precedentemente parlato di scommessa sui giovani “come urgenza di una società che vuole sostenere uno sviluppo sostenibile”. E allora questo il suo interrogativo: come può ognuno di noi, ciascuno nella propria area di competenza, dare un contributo a questa sfida? “Coerenza e credibilità, è questo che i giovani si aspettano da noi”. Denso e ricco di stimoli l’intero incontro. A partire dagli interventi dei due ministri più direttamente coinvolti nelle tematiche oggetto di confronto: Francesco Profumo, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; ed Elsa Fornero, titolare del Lavoro e delle Politiche Sociali. E se il primo ha invitato a una profonda trasformazione del sistema stesso dell’istruzione alla luce di un mercato del lavoro che guarda sempre più all’Europa e al mondo intero, la seconda ha invitato a ridurre la distanza tra formazione e ingresso nella sfera professionale per poi rivolgere un accorato appello affinché concordia e cooperazione tra tutte le parti in causa possano contribuire alla costruzione di maggiori opportunità per i giovani. Ad intervenire anche Paolo Annunziato, direttore generale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, e Luigi Abete, presidente di Bnl Italia.

a.s.

(23 gennaio 2013)