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Menachem Elon 1923-2013

È mancato questa notte a Gerusalemme il professor Menachem Elon, che era stato anche vicepresidente della Corte Suprema israeliana. Il suo nome è perennemente legato al diritto ebraico, alla sua storia, alle sue fonti, ai suoi principi secondo il nome di una delle sue opere più famose. Nato nel 1923 a Dusseldorf (Germania) da una famiglia ortodossa-chassidica, fece l’aliyah nel 1935 e studiò per otto anni a Gerusalemme nella Yeshivàt Chevron ottenendo il titolo di Rav dai due rabbini capo Herzog ed Uziel; avvicinatosi all’ideale del sionismo religioso, fu tra i fondatori del kibbutz datì Tirat Zvì; studiò anche Diritto nella scuola di Tel Aviv terminando gli studi a pieni voti, proseguendo poi (1954) gli studi e l’insegnamento all’Università Ebraica di Gerusalemme, ove ottenne il dottorato di ricerca e dove compì la carriera accademica fino a raggiungere il titolo di professore nel 1972. A Gerusalemme fondò l’istituto di Diritto ebraico e l’annuario di Diritto ebraico, di cui tenne la direzione fino alla nomina di giudice alla Corte Suprema (1977), ove rimase per 16 anni, terminando questo compito come vicepresidente della Corte. Nel 1979 ottenne il Premio Israele per il suo contributo alla diffusione del diritto ebraico, e nel 1993 fu nominato presidente dell’Unione Mondiale per gli Studi Ebraici, carica coperta fino al 2005. Il suo contributo maggiore è legato alla ricerca e diffusione del diritto ebraico; Elon aspirò a favorire la recezione dello stesso nel diritto dello Stato di Israele: “è per noi un gran principio che un sistema giuridico non può basarsi solo sulla legge. Il sistema giuridico ha bisogno di un’anima e talvolta perfino di un’anima supplementare (neshamà ieterà) [appello civile 391/80”. Egli difese fermamente la sua posizione: “nella recezione del diritto ebraico nel diritto dello Stato non vi è nessuna offesa al mondo del diritto ebraico stesso, e non vi è da vedere in questo una desacralizzazione della halakhah. Il diritto ebraico non sarà difeso dal suo essere lasciato da parte, e non sarà così ‘puro’ e ‘custodito’ “. Proprio il contrario: la via principale per la rinascita del diritto ebraico e il suo ritorno alla vita pratica, è proprio quella della recezione nel sistema giuridico del rinnovato Stato ebraico; solo così il diritto ebraico potrà cimentarsi con nuovi problemi, e solo in questa maniera esso potrà essere un Diritto vivo, una fonte di creazione.” Con Menachem Elon viene a mancare un costruttore dello spirito, il capo scuola dello studio e della ricerca del diritto ebraico, un punto di riferimento saggio e mite.

Alfredo Mordechai Rabello, Università Ebraica di Gerusalemme

(6 febbraio 2013)