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…fascismo

In questi giorni ci troviamo costretti a chiederci una volta di più perché un ebreo non possa essere né fascista né vicino a ideologie della destra militante. Ci si chiede se sia perché il fascismo, e i fascisti in carne e ossa, hanno svolto teoria e prassi dell’antisemitismo in collaborazione con i nazisti, o se non sia anche perché un’ideologia conservatrice, spiccatamente utilitaristica, poco incline a occuparsi dei più deboli, e più o meno apertamente razzista e discriminazionista non si confà alla coscienza di un ebreo. Certo si è spinti a sinistra soltanto dall’ideale, e non dalla prassi di questi tempi (né dal generalizzato e spesso aprioristico antiisraelianismo), perché la sinistra non sta offrendo visione di spiagge sicure e pulite. La sinistra, di questi tempi, non dà speranza né consolazione. Ma alla coalizione della destra non si può perdonare di aver sdoganato il fascismo, e il fascismo, soprattutto per gli ebrei, rimane fascismo anche quando dice di essersi pentito. Il pentimento fascista dei nostri giorni lo riconsidereranno eventualmente i nostri posteri fra un centinaio d’anni. Lasciamo a loro il confronto con la storia. La nostra è misera cronaca, intrisa quotidianamente delle avventure fasciste di CasaPound, dei cori razzisti negli stadi, dei violenti pestaggi della dignità umana ispirati da mille pagine di internet. L’ideologia fascista non cambia e sarebbe criminale se qualcuno volesse farci credere che è giunto il momento di abbassare lo guardia.

Dario Calimani, anglista

(16 aprile 2013)