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25 Aprile – Gli eroi (dimenticati) della Brigata

In occasione del 25 aprile le gloriose insegne della Brigata ebraica hanno sfilato in molte piazze italiane per ricordare il contributo dato dal corpo di volontari della Palestina mandataria nella lotta di liberazione del paese dal nazifascismo. Un impegno che alcuni, soprattutto a Roma ma anche a Cagliari, hanno volutamente ignorato e osteggiato. Nella Capitale, a Porta San Paolo, il presidente dell’associazione romana di amicizia a Israele Alberto Tancredi non è potuto intervenire sul palco insieme ai rappresentanti delle altre realtà istituzionali e associative coinvolte. Prima ancora, all’indirizzo dei manifestanti, pesanti offese e l’invito ad abbassare gli stendardi con la stella di Davide. Il consigliere UCEI Vittorio Pavoncello scrive oggi sull’Huffington Post: “In nome dell’antisionismo si osa calpestare la Resistenza, far assurgere a resistenti i collusi col regime nazista, pronti a cavalcare qualsiasi onda per ottenere ciò che vogliono, servendosi di bugie e propaganda, sistemi molto cari a Hitler e ai suoi governanti. La Resistenza li ha sconfitti, la Storia non deve essere riscritta. Vergogne come queste vanno condannate”.
A Milano in corteo il vessillo della Comunità ebraica, unitamente a quello dei movimenti giovanili Hashomer Hatzair e Bene Akiva e dell’associazione Italia-Israele. Grande partecipazione anche a Venezia e Trieste, dove per la prima volta i simboli della Brigata sono stati esposti alla Risiera di San Sabba. “Combattere i totalitarismi, combattere gli slogan facili, le schematizzazioni del pensiero, gli arruffa popoli è una lotta che non finisce mai. La lotta per la libertà è una battaglia da portare avanti giorno per giorno senza mai stancarsi”. Ad affermarlo, davanti al corteo riunitosi in Campo di Ghetto nuovo, il presidente della Comunità ebraica Riccardo Calimani.

(26 aprile 2013)

(Nelle immagini un momento delle manifestazioni a Milano e Trieste)