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Barcellona – Attacco a sorpresa del Jerusalem Post: “Basta ipocrisia, il vostro un viaggio d’affari”

Il Barcellona in Israele e Palestina“Non una missione di pace, ma un viaggio d’affari. Oltretutto neanche tanto ben riuscito”. È il duro attacco sferrato – a sorpresa – dal Jerusalem Post all’indomani della due giorni del Barcellona calcio in Israele. Un lungo editoriale firmato dal giornalista di punta della redazione sportiva, Allon Sinai, che si smarca dalle reazioni entusiastiche della stampa nazionale e internazionale per denunciare l’ipocrisia di un’iniziativa che non avrebbe altro obiettivo che l’incremento del fatturato da merchandising in Medio Oriente. Niente di illegittimo, sostiene Sinai, “ma è importante sgombrare il campo da equivoci”.

Nel mirino del giornalista una campagna mediatica volta a far passare il messaggio di un Barcellona impegnato ad avvicinare israeliani e palestinesi attraverso lo sport. Un impegno, niente più di uno slogan, “smentito dai fatti concreti”. Solo pochi incontri sporadici, per un pubblico elitario, a fronte di una scarsa sensibilità dimostrata verso il grande pubblico degli appassionati – sia israeliani che palestinesi. Un clamoroso autogol, incalza Sinai, anche sul versante più strettamente commerciale. “Quando il Barcellona è protagonista di tournee in altri paesi asiatici – scrive il giornalista – disputa almeno una partita amichevole con un club locale per dare il senso di una cosa ‘vera’. Le decine di migliaia di tifosi che hanno gremito gli spalti del Bloomfield Stadium di Tel Aviv e del Dura Stadium di Hebron per assistere all’allenamento blaugrana sono stati fatti affluire negli impianti con largo anticipo e hanno aspettato per ore sotto un sole infernale. Ironia della sorte, non è stato possibile raggiungere un accordo con la federazione palestinese che prevedesse la partecipazione della stessa a un incontro amichevole in Israele. Viaggio per la pace? Chiamiamolo col suo nome, un vero fiasco”. Anche la visita di Leo Messi e compagni in una clinica pediatrica di Tel Aviv, tra i vari impegni pubblici seguiti dai media, non avrebbe sortito gli effetti auspicati risultando noiosa e poco coinvolgente. “Questa missione – scrive Sinai – verrà ricordata soltanto dalle poche persone che hanno potuto incontrare i calciatori di persona e dai politici che hanno avallato una campagna promozionale del brand Barcellona assolutamente sproporzionata”.

a.s – twitter @asmulevichmoked