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Kasherut protagonista tra cultura e opportunità

“Kasher, Il cibo dal cielo alla terra e la via ebraica all’alimentazione.” Questo il titolo della tavola rotonda che a Cibus, il salone internazionale dell’alimentazione che si svolge ogni due anni a Parma, ha raccolto grande interesse. A raccontare le mille sfaccettature dell’argomento – su cui in confronto proseguirà oggi pomeriggio in città, nel Palazzo del Governatore – erano presenti Jacqueline Fellus, consigliere e componente della giunta dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e assessore delegato allo sviluppo di questo specifico argomento; Patrizia Giarratana, del Ministero dello Sviluppo economico; Giorgio Giavarini, presidente della Comunità ebraica di Parma e consigliere UCEI; Milo Hasbani, consigliere UCEI; Roberta Anau, agriscrittrice e Benedetta Guetta, foodblogger, moderati da Guido Vitale, coordinatore dei dipartimenti Informazione e Cultura dell’Unione.
La kasherut vista come sinonimo di qualità e rigoroso rispetto di principi etici forti. Una opportunità commerciale che può aprire ai produttori italiani le porte di un mercato immenso e in continua espansione. Un mercato internazionale già consapevole del valore commerciale ed economico della produzione kosher certificata, ma anche alla costante ricerca di nuovi stimoli. La cultura italiana del cibo, già famosa in tutto il mondo, aggiunge con il suo fascino un elemento in più, che grazie alla certificazione nazionale di kasherut può diventare un formidabile volano per le aziende che intendano intraprendere il precorso di certificazione su cui stanno lavorando l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e il ministero dello Sviluppo Economico.