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Israele – Gaza e Iran, minacce costanti

irondomeAncora razzi, almeno una quindicina, sparati da Gaza contro il Sud di Israele nelle prime ore della mattina.
Un edificio è stato danneggiato e diverse persone ricoverate in stato di shock, altri missili sono stati intercettati dal sistema di difesa Iron Dome (nell’immagine una batteria in azione) o caduti in aree aperte.
Continua dunque a salire la tensione, dopo che già nel fine settimana erano stati almeno una dozzina i razzi sparati dalla Striscia governata dal gruppo terroristico di Hamas che avevano colpito lo Stato ebraico, distruggendo tra l’altro una fabbrica di vernici nella cittadini di Sderot e ferendo quattro persone, offensiva cui Israele aveva risposto con incursione aree contro obiettivi mirati.
“La deterrenza sui cui abbiamo contato dopo l’operazione Pilastro di Difesa sta svanendo – ha commentato il capo del Consiglio regionale di Eshkol Haim Yalin – Il governo israeliano ha due strumenti, politico e militare, e li deve usare entrambi in modo saggio per riportare la calma nelle comunità al confine con Gaza”.
Ma è anche sulla questione iraniana che il primo ministro Benjamin Netanyahu invita a tenere alta la guardia, rilasciando interviste alle principali emittenti internazionali, l’americana CNN, la britannica Sky News, la tedesca ARD radio, la cinese CCTV, France 24 e il Canale 1 russo.
“Con l’Iran l’obiettivo deve essere un buon accordo, oppure nessun accordo” ha sottolineato il premier, ricordando l’immensa pericolosità del consentire al regime degli Ayatollah di dotarsi dell’arma nucleare e dei terribili rischi di permettere che il paese mantenga le strutture per arricchire l’uranio dietro la semplice promessa di non utilizzarlo per l’atomica.
“In ogni momento l’Iran potrebbe buttare fuori gli ispettori, o ingannarli, come è già accaduto in passato, e fabbricare in fretta l’uranio arricchito necessario per la bomba nucleare – ha spiegato – Questo è grave per la Gran Bretagna, per gli Stati Uniti, per la Russia, per la Cina, molto grave per Israele, per gli arabi, per il mondo”.
Un nuovo incontro nell’ambito dei negoziati tra Iran e cosiddetto 5+1 (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite più la Germania) è previsto per il prossimo 2 luglio a Vienna. Obiettivo: trasformare in accordo permanente l’attuale intesa temporanea che prevede un progressivo taglio del programma nucleare iraniano accompagnato da un crescente monitoraggio internazionale, in cambio della riduzione delle sanzioni imposte contro il regime.

Rossella Tercatin twitter @rtercatinmoked

(30 giugno 2014)