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Qui Trieste – Un canto verso Gerusalemme

Marco e Nathan 8.7.14Sul programma di sala distribuito ieri sera, in occasione del concerto proposto dal coro Kol-HaTikvà, fondato e diretto dal M° Marco Podda nell’ambito dell’ottava edizione di Erev/Laila – Nuove tracce verso Gerusalemme, appaiono le parole di Quirino Principe, l’eccelso musicologo goriziano di fama mondiale, grande studioso dell’opera di colossi della musica quali tra l’altro Richard Wagner, Richard Strauss e Gustav Mahler: “La figura del musicista-medico ha precedenti illustri (in Italia, Giuseppe Sinopoli ne è un esempio di tragica grandezza), ma il ‘caso Podda’ è probabilmente unico oggi in Italia per equilibrio tra le due collocazioni professionali, e tanto più rilievo ha l’evidente circostanza che le due professioni sono un realtà una sola, il cui centro è sempre e comunque la voce e il suono.”
Marco Podda non ha guidato soltanto l’ensemble vocale e strumentale che conta ormai cinque anni di attività. Ha voluto infatti offrire al pubblico il brano “Gam anì”, suo sia nella musica che nel testo poetico, oltre all’arrangiamento di tutti gli altri, tra i quali spicca “Dachò Dechitani – Salmo 118” da lui stesso elaborato da un canto di tradizione ashkenazita della Bassa Slesia, tratto da un volume scampato fortunosamente alla distruzione nel corso della prima metà del ‘900.
Ma non è con il Kol Ha-Tikvà che il compositore triestino ha iniziato a dedicarsi alla musica ebraica. Suo infatti, tra tantissimo altro, “Qohelet, colui che prende la parola”, oratorio drammatico, in atto unico per voce recitante, soli, coro e orchestra, rappresentato nel lontano 2003, in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica. La sinagoga grande di Trieste, luogo scelto per l’occasione, seconda per dimensioni in Europa soltanto a quella di Budapest, non era stata in grado di ospitare il pubblico che si accalcava all’entrata e molti spettatori avevano potuto assistervi comunque soltanto grazie allo schermo montato all’esterno.
Il Kol Ha-Tikvà non ha le pretese vocali di poter, al momento, eseguire repertori così complessi, né le dimensioni numeriche, ma proprio grazie alla guida paziente e attenta del suo Maestro, può aspirare nel tempo a raggiungere buoni risultati. Ieri sera il coro lo ha dimostrato in pieno.

(La foto è di Federico Valente)