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…indifferenza

Su questa pagina, nei limiti delle capacità, cerchiamo di scrivere con moderazione, con ampio uso di metafore e paradossi, un po’ d’ironia, e a volte una dose di sarcasmo. Gli ultimi avvenimenti a Gaza e in Israele, il loro reportage mediatico, e certe prese di posizione della politica ufficiale, fanno pensare che sia opportuno cambiare registro e dire le cose senza più sfumature e allusioni. È stato già rilevato infinite volte come la criminalizzazione di Israele di fronte alle vittime armate e civili a Gaza non abbia nessuna proporzionalità rispetto ai numeri centinaia di volte superiori delle vittime della violenza islamica in Siria, in Iraq, in Libia, e ora in Ukraina. I due pesi e le due misure già tante volte denunciati sono particolarmente odiosi su RaiNews24, che in questi giorni funge da organo portavoce di Hamas con una squadra di inviati – più schierati di Al Jazeera – che sistematicamente scambiano il prima con il dopo; ostentatamente ignorano l’azione terroristica di Hamas – mai documentata dal vivo, dunque inesistente; e se l’azione di Hamas non esiste, quella di Israele può solamente essere criminale. RaiNews24 gioca sulla peggiore demagogia dei sentimenti popolari più elementari; falsifica il contesto storico e politico del conflitto; e non per la prima volta rimbambisce e aizza il pubblico. Denunciamo una stazione che agisce in modo indecente, e ricordiamo che si tratta di una televisione dello stato italiano che, per ora, fa ancora parte dell’Europa. Ma forse ancora più grave è quanto è avvenuto allo Human Rights Council dell’ONU dove il 23 luglio è stata votata una mozione inequivocabilmente contro Israele e pro Hamas con 29 voti a favore, uno contrario (gli Stati Uniti) e 17 astenuti. Fra gli astenuti anche l’Italia, oltre ad altri otto membri dell’Unione Europea: l’Austria, la Francia, la Germania, l’Irlanda, il Regno Unito, la Repubblica Ceca, l’Estonia, e la Romania. L’astensione dei paesi europei, e dell’Italia in particolare, forse animata dalla speranza di poter svolgere un giorno un ruolo di mediazione nel conflitto, è un atto obbrobrioso di ipocrisia, di impotenza politica, di relativismo morale, e di equivicinanza fra terrorismo e democrazia, fra aggressori e aggrediti. L’Europa, come ha scritto acutamente Ernesto Galli della Loggia sul Corriere, dimostra la propria impossibilità di avere un nemico, e di aver rimosso dalla propria coscienza la nozione di che cosa sia fare la guerra: la guerra che si fa per sopravvivere, appunto, di fronte al nemico. Dei cristiani e della loro religione – scrive ancora Galli della Loggia – all’Europa attuale importa sempre di meno. E figuriamoci degli ebrei. L’indifferenza, il relativismo, e la vergognosa astensione di questi giorni all’ONU, che ne è il sintomo, fanno parte di uno spartiacque storico sulla via di un’Europa che così com’è, con la sua strisciante politica e con i suoi compromessi mediatici, è destinata a finire.

Sergio Della Pergola, Gerusalemme

(31 luglio 2014)