moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

…male

Il gruppo Lehava di cui fanno parte i tre ragazzotti che hanno provato a bruciare una scuola mista arabo ebraica in Israele è il sintomo di un male nuovo e antico. Certamente potrebbero ricordare gli Zeloti e i Sicari di duemila anni orsono, ma credo che sarebbe più opportuno lasciare il passato alla ricerca storica e dedicare qualche riflessione all’oggi. Non c’è dubbio che il virus del fondamentalismo abbia infettato pericolosamente anche l’ebraismo, e questo non può che allarmare. I fondamentalismi sono figli dell’età moderna e sono tutti impegnati sullo stesso fronte: quello dell’imposizione di una visione unica (che sempre tradisce la complessità e il divenire storico delle religioni monoteiste) ai propri correligionari. L’Europa cristiana è stata dilaniata da guerre di religione in cui cattolici massacravano protestanti e venivano ampiamente ricambiati. Il Medio Oriente islamico conosce da decenni sanguinosi regolamenti di conti fra sciiti e sunniti e anche all’interno di questi due gruppi. Gli ebrei nei secoli le hanno prese un po’ qua e un po’ là, e raramente hanno dato vita a confronti diretti fra loro. Per secoli hanno preferito scontrarsi in punta di penna, al più ignorandosi o disprezzandosi (famosi i giudizi degli ebrei italiani che chiamavano gli ashkenaziti “mangiatori di aglio”, ricambiati da questi ultimi che stentavano a riconoscerli come veri ebrei tante erano le leggerezze normative che gli italiani si permettevano). Ma ora non si scherza più. Ora ci sono ebrei che si organizzano per imporre la loro visione, che dichiarano di “combattere l’assimilazione” e che sono disposti a usare la violenza contro i trasgressori. Non si tratta di un pericolo limitato a Israele (e già sarebbe grave). Si tratta di una minaccia seria per l’intero ebraismo. Bene ha fatto lo Shin Bet, il servizio segreto israeliano, a prendere sul serio la faccenda e a colpire con decisione il gruppo terrorista colto in una delle sue prime azioni di aperta violenza. È in queste occasioni che si deve sottolineare l’importanza dell’esistenza di uno stato ebraico democratico, in cui è chiara la separazione delle funzioni e fondamentale l’uso delle garanzie di una legge super partes che salvaguarda le individualità. Se si decide di togliere o di edulcorare la funzione ‘democratica’, i soli beneficiari di questa operazione saranno i gruppi fondamentalisti, di ogni religione.

Gadi Luzzatto Voghera, storico

(12 dicembre 2014)