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Setirot – Heidegger

jesurumIl vento del populismo, del razzismo e dell’antisemitismo continua a soffiare sulle nostre paure europee. Noi però – temo – ci fermiamo ai singoli fatti, ai casi e ai personaggi, ai cattivi maestri, ai Salvini e ai Grillo (soltanto per restare a casa nostra). Non diamo insomma l’impressione di voler andare un po’ in profondità, di voler capire. Ce la caviamo con proclami più o meno roboanti “contro” oppure con alti lai di vittimismo. Rifletto su questo dopo avere notato che non cessa il dibattito su Martin Heidegger e gli scritti antisemiti del filosofo. Donatella Di Cesare seguita a sostenere la tesi di fondo del suo «Heidegger e gli ebrei. I Quaderni neri» (Bollati Boringhieri), ovvero, detto in estrema sintesi, che Heidegger era sì filo-nazista, razzista e antisemita senza per ciò smettere di ricoprire un ruolo fondamentale nella storia della filosofia e del pensiero europeo. A latere di questo il tema dell’approfondire la nascita dei fenomeni invece che limitarci a “eliminare” i personaggi scomodi: mutuando la Di Cesare… quelli che si illudono di risolvere tutto buttando via Heidegger, e invece chiudono il capitolo del totalitarismo con un gesto altrettanto totalitario.

Stefano Jesurum, giornalista

(1 gennaio 2015)