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Israele – Netanyahu, il Mossad e l’Iran

Il 3 marzo si avvicina e Benjamin Netanyahu, primo ministro d’Israele dovrà preparare bene il suo discorso al Congresso americano sul nucleare iraniano. A maggior ragione ora che Guardian e Al-Jazeera hanno pubblicato una nota segreta del Mossad – i servizi di sicurezza israeliana – risalente al 2012 che sembrerebbe smentire alcune sue dichiarazioni rilasciate all’Onu quello stesso anno (28 settembre 2012): allora il premier dichiarò che l’Iran stava per completare la costruzione di un ordigno nucleare mentre nel documento segreto del Mossad, indirizzato ai servizi segreti sudafricani e datato 22 ottobre 2012, si legge “in questo momento l’Iran non sta svolgendo attività necessarie alla produzione di armi”. Il che non vuol dire, come sembra emergere da alcuni media, che il Mossad escluda che l’Iran voglia arrivare alla costruzione di armi nucleare, infatti la frase prosegue sottolineando che Teheran “sta lavorando per chiudere il proprio gap in aree che appaiono legittime, quali l’arricchimento, che ridurrà il tempo richiesto per produrre armi dal momento in cui l’istruzione (in questo senso) verrà effettivamente data”. D’altra parte, il documento, pubblicato all’interno del dossier Spycables (documenti riservati contenenti informazioni sui principali servizi segreti di tutto il mondo), contraddice le affermazioni di Netanyahu sull’imminenza della possibilità che l’Iran si doti di un’arma nucleare. Nel suo discorso alle Nazioni Unite, Netanyahu affermò che Teheran era al 70 per cento rispetto al processo che avrebbe dovuto portare il paese degli Ayatollah a dotarsi di armi nucleari e costituire così un pericolo per l’esistenza di Israele. Quanto si legge nel dispaccio (consultabile qui) ridimensiona la misura della minaccia paventata da Netanyahu.
In ogni caso l’esatta portata di queste rivelazioni non è ancora chiara in Israele, in cui il prossimo 17 marzo i cittadini saranno chiamati a scegliere il proprio ministro. In merito alla questione della divergenza tra quanto espresso da Netanyahu e quanto si legge nei documenti del Mossad, gli analisti ricordano che l’ex capo del Mossad,Meir Dagan (2002-2011), aveva già esposto in pubblico le proprie divergenze di opinioni con Netanyahu sulla gravità della minaccia iraniana. Aveva polemicamente sostenuto che Israele dovrebbe attaccare quelle infrastrutture “solo se si trovasse con la spada al collo” e aveva previsto (nel 2011) che l’Iran si sarebbe potuta dotare di armi atomiche solo nella seconda metà del decennio. Opinioni analoghe sono state espresse da un altro ex capo del Mossad, Efraim Halevy.

Daniel Reichel

(24 ottobre 2015)