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“Per fermare l’Iran
non basta la diplomazia”

“Il premier britannico Winston Churchill si rivolse nel 1938 ai diplomatici occidentali che rientravano dalla Conferenza di Monaco, dove avevano finito per assecondare le pretese territoriali del regime hitleriano sul territorio cecoslovacco, con un monito terribile e indimenticabile che purtroppo non ha perso il suo significato nemmeno ai tempi nostri: ‘Potevate scegliere fra il disonore e la guerra. Avete scelto il disonore, avrete la guerra’”, ha ricordato il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, sottolineando che “L’accordo diplomatico sottoscritto dai governi occidentali con il regime iraniano che dovrebbe limitare, o addirittura porre sotto controllo, la catastrofica corsa al potere nucleare di una delle dittature più minacciose del mondo islamico, non lascia spazio, come molti in queste ore mostrano di credere, esclusivamente alla speranza di vivere in un mondo migliore. Rappresenta invece purtroppo anche un elemento di seria inquietudine e rinnova l’obbligo di un’accresciuta, incessante vigilanza di tutti coloro che hanno a cuore i destini dello Stato di Israele, il principale bersaglio della feroce dittatura degli ayatollah, degli ebrei nel mondo e con loro di tutte le realtà democratiche e progredite”.

“La diplomazia fa il suo corso, – sottolinea Gattegna – ma l’esperienza ci ha insegnato che quando si tratta di fronteggiare minacce mortali e feroci alla disponibilità alla trattativa le democrazie devono sempre accompagnare chiari elementi di deterrenza. È questo che speriamo avvenga anche e soprattutto in questo caso”.

“Gli ebrei italiani, così come quelli di tutte le comunità del mondo, – conclude il presidente UCEI – si sentono partecipi dei destini di Israele e sono consapevoli che non sarà un pezzo di carta, ma la vigilanza e l’estrema determinazione di tutti coloro che non vogliono cedere alle minacce, a garantire la pace e la sicurezza cui Israele, come tutte le società democratiche, aspira nella piena legittimità”.