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…popolo

Gli atti a Beit El e a Nablus testimoniano la nascita di un nuovo soggetto politico che fa del popolo la sua categoria fondativa: popolo come depositario della tradizione e dell’autenticità della storia e dell’identità della nazione e come titolare della sovranità tradita da una classe politica che non ne rappresenta i bisogni. Per quel soggetto politico la violazione della legge che c’è non è punibile, perché quell’atto testimonia che il “popolo” si riprende in mano il suo destino tradito e abbandonato dai “politici”.
Sono i due pilastri dei movimenti populistici odierni nella nostra Europa. Movimenti dalle molte facce (di destra e di sinistra), ma tutti intolleranti, convinti di essere la rappresentazione del “Bene” e per questo portatori di una nuova redenzione: dal FN di Marine Le Pen a Ukip di Nigel Farage; da M5S di Beppe Grillo a Podémos di Pablo Iglesias, tanto per ricordarne alcuni.
Nel variegato mondo dei populismi attuali mancava un movimento che avesse (oltre a una vocazione messianica, che li riguarda tutti) una profonda identità teologica. Ora c’è.

David Bidussa, storico sociale delle idee

(2 agosto 2015)