moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

luce…

Un veloce passaggio in una città del nord Italia mi ha fatto ritrovare l’eleganza del freddo: che belle le sciarpe, che eleganti i guanti, i maglioni, i cappotti, i cappelli. Peccato che a questa eleganza corrisponda l’assenza di luce o per meglio dire una luce differente da quella che appare sulle terre a ridosso del Mediterraneo. Così, pur riscoprendo la bellezza del freddo, ho sentito la nostalgia della luce mediterranea così viva nel Medio Oriente e nel Sud Italia. Tra l’eleganza del freddo, la gestualità di chi si sfila i guanti e la capacità visiva di chi vive in una terra con più luce esistono differenze a volte inconciliabili ed è per questo che chi vive in una Terra particolarmente benedetta dalla luce dovrebbe evitare di giudicare la vita di chi elegantemente sa indossare un guanto e sa annodare una distinta sciarpa. Perché esistono sempre ottimi motivi per emigrare in un luogo di luce ed ottimi motivi per restare ad apprezzare l’eleganza del freddo. Spiega la Ghemarà che “ci sono molte luci nel fuoco” (Berachòt 52), alcune luci illuminano, alcuni fuochi scaldano, tutto dipende dai luoghi e dalla capacità di comprendere che si può vivere in luoghi con molte luci o molti fuochi senza necessariamente sentire l’assenza dell’uno o dell’altro.

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino

(27 novembre 2015)