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Riflettori accesi sull’Italia ebraica

12509700_1055252234512809_7444953185696296930_n Riflettori del mondo accesi sull’Italia ebraica e in particolare sulla sinagoga di Roma per la visita di Jorge Bergoglio, terzo pontefice nella storia a varcare le soglie del Tempio maggiore. All’evento dedica ampio spazio l’edizione di Pagine Ebraiche rivolta al pubblico internazionale, che offre tra l’altro il testo completo tradotto in lingua inglese dei discorsi pronunciati dai leader ebraici, il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna e il presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello.
Come ricordato dagli oratori, il 2016 marca un anniversario significativo nei rapporti tra Chiesa e Comunità ebraica, quello della prima visita di un papa a una sinagoga, che ebbe protagonista Karol Wojtyla e l’allora rabbino capo di Roma Elio Toaff.
Ma l’anno in corso segna anche i 500 anni dalla creazione del primo Ghetto nella storia, avvenuta a Venezia nel 1516. Numerosi gli eventi in programma per riflettere sul significato dell’avvenimento, a partire dal prossimo 29 marzo, quando il Teatro La Fenice ospiterà una lezione e concerto alla presenza di autorità e leader ebraici italiani e internazionali.
Si avvicina la ricorrenza del 27 gennaio, Giorno della Memoria. Nuove stolpersteine, “pietre d’inciampo”, l’opera d’arte diffusa creata dall’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare le vittime della deportazione, sono state apposte a Torino e a Roma.
Sull’International Edition anche un’intervista a Sandro De Bernardin, già ambasciatore italiano in Israele dal 2004 al 2008, e nominato nelle scorse settimane a capo della delegazione tricolore all’IHRA, l’Internationale Holocaust Remembrance Alliance. Il testo è stato tradotto in inglese da Letizia Anelli, una delle studentesse della Scuola superiore interpreti e traduttori di Trieste che svolge il tirocinio presso la redazione di Pagine Ebraiche, nell’ambito dell’accordo di collaborazione tra il giornale e il prestigioso istituto.
Grande attenzione per la ricchezza della vita ebraica in Italia è stata dimostrata negli scorsi giorni dalla stampa ebraica estera. Il London Jewish Chronicle dedica un approfondimento al “sorprendente Rinascimento italiano”, riportando la voce, tra l’altro, dello storico Gadi Luzzatto Voghera, figura centrale nel dare slancio al progetto di creare un Museo ebraico nella città di Padova. Proprio questa iniziativa è al centro di un articolo del settimanale tedesco Judische Allgemeine, a firma di Andrea J. Jarach.
Nella rubrica Italics, Daniela Gross affronta il tema dell’aliyah verso Israele proveniente dall’Europa occidentale, che nel 2015 ha registrato cifre particolarmente alte. È dedicato alle sfide della vita ebraica contemporanea anche l’intervento del direttore della redazione giornalistica UCEI Guido Vitale: in It Happened Tomorrow, Vitale riporta le parole del rabbino capo di Francia Haim Korsia, dopo i recenti inviti a evitare di indossare la kippah per ragioni di sicurezza, “Non dobbiamo cedere, continueremo a portare la kippah”.
A pranzo con un collega musulmano alla Banca centrale europea, il quale ammette di essere stato cresciuto, lui e i suoi amici, nell’odio per Israele e gli israeliani, e che vedrebbe strano non insegnare altrettanto ai suoi figli. Per Susanna Calimani, economista errante, l’occasione di confrontare diversi background familiari. E di suggerire che, forse, insegnare alle nuove generazioni che il mondo è bianco e nero non è l’approccio più saggio. Specialmente se si tratta di odiare.

Rossella Tercatin

(18 gennaio 2016)