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… utopia

Ogni volta che leggo o ascolto leggere la Meghillath Ester, penso che ciò si che mette in scena è l’utopia come mondo alla rovescia. Per un giorno s’inverte la relazione tra oppressi e oppressori. Gli oppressori vi fanno una figura miseranda, mentre il passato viene rappresentato dal punto di vista dei vinti e degli oppressi che appaiono come i veri vincitori della storia. Poi la storia riprende il suo corso. Fino all’anno dopo.

David Bidussa, storico sociale delle idee

(27 marzo 2015)