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…Liberazione

La notizia che il Forum pro Palestina ha invitato a una mobilitazione in occasione del 25 aprile è inquietante. Facciamo chiarezza innanzitutto sul valore della Festa della Liberazione, sul ruolo dei partigiani ebrei nella Resistenza, su quello della Brigata Ebraica. Il 25 Aprile celebra in tutta Italia la Liberazione dall’occupazione dei nazisti e dei collaborazionisti di Salò, avvenuta nel Nord d’Italia in seguito all’insurrezione partigiana a Genova, Milano Torino e alla vittoria delle truppe alleate. Se guardiamo le immagini delle manifestazioni che nei giorni immediatamente successivi alla Liberazione la celebrarono nelle città italiane vediamo sul palco dei liberatori rappresentanti dell’esercito angloamericano e del CLN. Non vediamo rappresentanti dei palestinesi perché non c’erano e dove c’erano, per esempio a Berlino, erano alleati dei nazisti. Non vediamo nemmeno ebrei indicati in quanto tali, ma a ben guardare ne troviamo molti su quei palchi, perché la loro Resistenza era stata dentro la Resistenza italiana e non aveva avuto, in Italia, un carattere separato. Erano Valiani, Terracini, Foa, su quei palchi, e la memoria dei morti, di Emanuele Artom, del giovanissimo Cesana. Erano in tanti gli ebrei nella Resistenza, ma senza dare al loro ebraismo nessun carattere specifico, anche se i nazisti, quando li prendevano e li individuavano, erano ben consapevoli di avere in mano degli ebrei. Sento il bisogno di spiegarlo perché molti, nel mondo ebraico, fanno ormai confusione e confondono la brigata ebraica con gli ebrei della Resistenza. La Brigata Ebraica era un’altra cosa, erano ebrei “palestinesi”, inseriti nell’esercito inglese in formazioni separate, che combatterono valorosamente in Italia, ma non a fianco della Resistenza. Erano ebrei dell’Yishuv che giungevano in Europa a combattere il nazismo e a salvare gli ebrei europei. Molto tardi, perché gli inglesi non glielo permisero fino agli ultimi mesi della guerra. È giusto e importante quindi stare accanto alle bandiere della Brigata Ebraica, se si ha però la consapevolezza che gli ebrei italiani hanno combattuto non in questa brigata, non avrebbero potuto nemmeno se lo avessero voluto, ma nelle file partigiane accanto agli altri italiani. Quanto ai palestinesi, la manifestazioni non appartiene a loro. Loro non c’erano, in quella guerra, e se c’erano stavano dall’altra parte. E siccome le celebrazioni non celebrano indiscriminatamente eventi diversi, ma quelli che sono deputate a celebrare, che le associazioni filopalestinesi si occupino di quello che compete loro, non di altro. Non devono assolutamente, però, obbligare le comunità ebraiche a manifestare separatamente dagli altri italiani. Questo sarebbe un insulto ai partigiani ebrei caduti per l’Italia.

Anna Foa, storica

(4 aprile 2016)