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Esame di stato

anna segreQuest’anno al liceo classico i commissari esterni di italiano saranno insegnanti di greco e latino. Per le prime 24 ore dopo l’uscita delle materie qualcuno di noi ha pensato che ci fosse un errore sul sito del Ministero. In realtà la cosa ha una sua logica, che sarebbe troppo complicato (e certamente non interessante) spiegare in questa sede. Del resto chi ha l’abilitazione per insegnare greco e latino ha certamente anche quella per italiano (e infatti lo insegna al ginnasio); inoltre mi risulta che in molte scuole le distinzioni tradizionali tra le cattedre siano cadute. Da noi, comunque, si è scatenato il panico: da una parte le colleghe di greco e latino che ragionano sui mezzi legali per sottrarsi (per esempio farsi nominare Presidente di Commissione), dall’altra noi insegnanti di italiano che non sappiamo bene quali consigli dare agli allievi (“Ripassate bene i Promessi sposi”, “Evidenziate i collegamenti con testi greci e latini”). Oppure ci domandiamo come saranno giudicati gli scritti dei nostri ragazzi da colleghi che, a differenza di noi, non hanno trascorso quasi due decenni in elucubrazioni, discussioni, giornate di studio e seminari sulle griglie di valutazione della prima prova o su cosa si intenda per “saggio breve”.
Probabilmente le preoccupazioni sono eccessive e con un po’ di buon senso (unito al timore di ricorsi) tutto andrà per il meglio. Certo, temi sul fascismo o sulla Shoah potranno essere corretti da persone (una minoranza, ma ce ne sono) che considerano irrilevanti tutti i fatti avvenuti dopo il 476. E come saranno giudicate le tesine che prendono spunto dai viaggi ad Auschwitz o dalle attività svolte per la Giornata della Memoria? Susciteranno diffidenza o un entusiasmo eccessivo? Non ci sarà il rischio che qualcuno eviti di interrogare su certi argomenti per timore di fare brutte figure? Staremo a vedere; intanto confidiamo nei commissari interni di storia.

Anna Segre, insegnante

(17 febbraio 2017)