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melamed, educazione civica digitale – Contrastare le fakenews, in classe

fakenews
Si chiamerà educazione civica digitale. E servirà a riconoscere una notizia falsa e ad imparare ad informarsi in modo corretto e completo. È il progetto #bastabufale che già dal prossimo anno scolastico porterà nelle classi italiane progetti e iniziative legate all’informazione, alla verifica dei fatti e delle notizie, al contrasto delle fake news, le bufale in rete e fuori. Lo ha promesso la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli che insieme con la presidente della Camera Laura Boldrini, durante il convegno «Basta Bufale» organizzato a Montecitorio, ha annunciato anche fondi ad hoc (80 milioni di fondi Pon per 5mila scuole), perché «quello delle fake news non è un fenomeno passeggero – ha spiegato Fedeli – ma un problema che ha radici strutturali e questo impegna le istituzioni che non devono sottovalutarlo». E allora, bisogna «produrre anticorpi rispetto a dinamiche che portano ad abbassare i livelli di formazione e informazione e l’alfabetizzazione informativa deve essere portante» L’impegno, «è quello di rendere strutturale questo intervento in ogni classe».
«Non è censura»
Il progetto diretto a tutte le scuole sarà realizzato da Miur e Camera dei Deputati: «I ragazzi dovranno riconoscere una fake news, informarsi in modo concreto, individuare la fonte», spiega la presidente della Camera. Perciò, presto la commissione parlamentare Internet avvierà «un’indagine conoscitiva sulle bufale, su come nascono e come vengono diffuse in rete». Boldrini ha ricordato la Carta costituzionale digitale, dei diritti e dei doveri di internet, pensata dalla commissione e sottoposta ad una consultazione pubblica: «L’obiettivo era 10mila firme, siamo a oltre 20mila: sta crescendo la consapevolezza di tutti, ora bisogna potenziare il processo di alfabetizzazione digitale». Ma, ci tiene a sottolineare, «non ho mai messo in atto e mai lo farò azioni che vadano a fare censura, chi dice questo dice il falso, censurare sarebbe stato nascondere il fenomeno».
Il decalogo
L’educazione civica digitale prevede, spiega Fedeli, «la realizzazione di un decalogo di regole su come riconoscere una bufala e informarsi in modo corretto». Quindi, ci sarà una campagna per il lavoro in classe per docenti e studenti per riconoscere le notizie false. E «da settembre, partirà un gruppo di lavoro, una coalizione formativa per la qualità dell’informazione con tutti gli interlocutori che vorranno contribuire»: non solo Miur e Camera dei deputati, ma anche mondo dell’informazione, industria dei media e della cultura, intermediari digitali come Facebook e Google. Al convegno, realizzato in collaborazione con IBSA Foundation e Istituto Pasteur Italia, hanno preso parte anche il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che chiede «regole chiare contro le fake news che avvelenano i pozzi della società del futuro, non intervenire significa andare verso una società anarchica di rabbia e conflitto». Per il presidente Fieg Maurizio Costa «l’autocontrollo non basta, serve un organismo indipendenti che ci tuteli», e la presidente Rai Monica Maggioni: «Bisogna tornare ad un giornalismo autorevole e credibile».

Claudia Voltattorni per il Corriere

(5 maggio 2017)