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Primo Levi, i suoi mondi al Quirinale
Mattarella inaugura la mostra

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Seguire le parole e i racconti di Primo Levi, chimico e scrittore, testimone e inventore, significa fare diverse volte (e in diversi modi) il giro del mondo. Lo ricorda al paese intero la mostra “I mondi di Primo Levi. Una strenua chiarezza” inaugurata ieri al Quirinale alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella e con sapiente guida di Fabio Levi, direttore del Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino e curatore della mostra. L’allestimento, ospitato nella Palazzina Gregoriana fino al 27 ottobre, è suddiviso in sei sezioni e offre al visitatore l’occasione di penetrare per il tramite di immagini e parole in alcuni dei molteplici mondi di Levi e di conoscerne la personalità multiforme: la sua inesauribile curiosità per l’animo umano, il suo sguardo spesso ironico e la sua inesausta ricerca del dialogo, soprattutto con i più giovani.
La prima sezione, Carbonio, prende il titolo dall’ultimo racconto de Il sistema periodico, pubblicato nel 1975. Vi si descrive il viaggio avventuroso di un atomo di carbonio nel corso dei millenni e nell’immenso spazio planetario. Le sue straordinarie trasformazioni ne fanno il protagonista della nascita e dello sviluppo della vita su questa terra. La seconda, Il viaggio verso il nulla / il cammino verso casa, in una grande carta geografica dell’Europa propone l’itinerario del viaggio cui Levi fu costretto tra la fine del ’43 e l’inizio del ’44, dopo l’arresto in Valle d’Aosta: dal campo di Fossoli fino ad Auschwitz. Sulla stessa carta e inoltrè descritto il lungo periplo dell’Europa centro-orientale che lo scrittore dovette compiere per tornare a casa nel ’45. Il percorso continua lungo una sorta di tunnel, dove sono solo le parole di Levi a “illuminare” la realtà di Auschwitz. Subito dopo, una sequenza di pannelli aiuta a seguire alcuni dei passaggi più significativi della testimonianza sul lager, che Levi non cessò mai di dare nel corso di tutta la sua vita, fino all’ultimo suo libro I sommersi e i salvati del 1986. La terza sezione, Cucire parole, è̀ dedicata a Levi scrittore. Una ricca successione di immagini e citazioni illustra infatti i diversi mondi da lui immaginati nei suoi libri, fra racconto, romanzo, poesia e saggio. Centrale risulta anche nel percorso espositivo la sua cura della parola, dalla ricerca inesausta di una “strenua chiarezza” (come nel titolo della mostra) fino al divertimento di interessanti giochi linguistici. La quarta sezione, Cucire molecole, racconta invece il Levi chimico e inizia con la riproduzione della tavola degli elementi – la tavola di Mendeleev – presente nell’Istituto di Chimica dove Levi studiò negli anni ’40 del secolo scorso. Di fronte, un’installazione visiva propone un’altra tavola degli elementi, quella entro cui egli volle inscrivere i passaggi fondamentali della sua vita e del suo mestiere di chimico quando scrisse Il sistema periodico.
A seguire, il percorso espositivo propone in ordine cronologico i momenti salienti del rapporto di Levi con la chimica, dagli anni di scuola ad Auschwitz, fino alla lunga esperienza nella SIVA, la fabbrica di vernici dove lavorò fino alla pensione.
Tema centrale della quinta sezione, Homo Faber, è la relazione fra mano e cervello. Una relazione già così stretta e decisiva nel mestiere del chimico, per il quale le capacità sensoriali e la manualità rivestono un’importanza essenziale. Ma Levi coltivava quel rapporto anche in altri modi: ad esempio affinando la propria capacità di costruire sculture in filo di rame. La sesta sezione, Il giro del mondo del montatore Faussone, si apre con una installazione su cui spiccano due schermi: nel primo scorre un video in cui l’autore parla de La chiave a stella e del suo protagonista; nell’altro, immagini in sequenza descrivono mestieri vecchi e nuovi. La sezione si sviluppa poi intorno al tema del lavoro, centrale nel libro e nel pensiero di Levi, portato quasi per naturale vocazione a misurarsi sia con la realtà concreta dei mestieri più diversi, sia con il significato del lavoro nella vita dell’uomo.

a.s

(4 ottobre 2017)