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…bandiera

Non era la bandiera del Terzo Reich, cioè quella nazista, ma quella di guerra del Secondo Reich, in vigore in Germania fino al 1919, e usata invece di quella nazista che è proibita, dai gruppi neonazisti in tutta Europa. Parliamo, naturalmente, della bandiera appesa, ben visibile dall’esterno, in una stanza della caserma dei carabinieri di Firenze che sta suscitando molte polemiche. Siccome, anche senza la svastica nazista, quella bandiera non è stata certo appesa là a rappresentare la volontà di democrazia del carabiniere che l’ha affissa, vorrei, da storica, suggerire alle autorità, nel momento in cui prenderanno provvedimenti, di ricordare al Corpo dei Carabinieri, noto per il suo attaccamento alla sua storia, e al paese tutto ciò che successe nel 1943 ai carabinieri. Infatti il 7 ottobre i carabinieri romani, che non davano agli occupanti nazisti garanzie di fedeltà al fascismo e che avevano giurato fedeltà al re, furono disarmati (l’ordine di disarmo fu firmato dal Maresciallo Graziani) e deportati. Molti morirono in deportazione. Sarebbe una buona cosa invitare in forma ufficiale a Firenze, in questo contesto, la storica Annamaria Casavola, che questa vicenda ha ricostruito in un suo libro. Perché serve anche conoscere e ricordare la storia. La memoria, senza storia, si sta dimostrando insufficiente. E questa è una storia ancora poco conosciuta, certamente ignota al carabiniere di Firenze e ai suoi colleghi della caserma fiorentina.

Anna Foa, storica