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…2018

Questo è il mio ultimo intervento per il 2017 ed è naturale tentare alcune brevi considerazioni in vista dell’inizio di un nuovo anno civile. Viene subito in mente che nel 2018 si voterà in Italia per il normale completamento del mandato parlamentare, ma quasi certamente si voterà anche in Israele con un anticipo di un anno rispetto al termine previsto del 2019. E questo fa pensare anche a una certa convergenza dei modi della politica nei due paesi, convergenza che può destare compiacimento in alcuni e rammarico in altri. È aumentato grandemente in Israele il numero di indagini giudiziarie su esponenti politici anche di primo piano, fatto tutt’altro che nuovo in Italia. La giustizia in Israele ha spedito in carcere un suo primo ministro, oltre a un presidente della repubblica, e ora sta indagando severamente un altro premier. Un premier italiano per evitare la stessa sorte preferì fuggire in esilio a Tunisi dove morì. I casi di morte violenta nell’ambito della malavita si moltiplicano e rammentano le sanguinose faide da tempo note nella penisola e nelle sue belle isole. In entrambi i paesi la sinistra politica non è capace di unirsi per cercare di formare un governo e presentandosi divisa va incontro a una sconfitta più che certa. In entrambi i paesi la destra politica assume atteggiamenti sempre più assertivi che sostanzialmente manifestano crescente nazionalismo, intolleranza per la diversità culturale, e sfiducia o anche aggressione nei confronti del sistema giudiziario. Nei due paesi i partiti politici hanno perso l’importante ruolo che un tempo detenevano di mediazione e di arricchimento del discorso politico, e oggi sono divenuti principalmente portavoce di populismo e strumento per agevolare benefici personali. I governi si reggono su coalizioni frammentate, instabili e poco amate. Che cosa ci auguriamo per il 2018? Innanzitutto che nei due paesi prevalga la pace e la sicurezza. E poi che in Italia e in Israele i cittadini di fronte ai seggi elettorali esprimano scelte responsabili che possano produrre realismo, moderazione e governabilità.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme