moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

“I grandi saggi dell’ebraismo
sono contro la pena di morte”

maxresdefault“Quale beneficio c’è? Tutti i funzionari di sicurezza dicono che non ne avremo molto. Ecco perché tutti i grandi e veri saggi sono sempre stati contrari alla pena di morte. Non si tratta di sinistra o destra. Si tratta di un’ attenta considerazione. Un uomo intelligente, un grande uomo considera queste cose”. Così il rabbino capo sefardita d’Israele Yitzhak Yosef intervenendo pubblicamente sulla possibilità che in Israele si introduca la pena di morte per il reato di omicidio terroristico. La pena di morte è già prevista dalla legge israeliana, ma si limita ad alcuni reati specifici come il genocidio e i crimini di guerra ed è stata eseguita solamente due volte nella storia.
La nuova legge, sostenuta soprattutto dal ministro della Difesa Avigdor Lieberman e approvata in via preliminare dalla Knesset la scorsa settimana, renderebbe possibile condannare a morte i terroristi palestinesi che hanno ucciso delle persone durante i loro attacchi. La pena sarà comminabile solamente dai tribunali militari ma la nuova legge è stata molto criticata dall’opposizione e anche dall’agenzia israeliana di intelligence interna, lo Shin Bet, che la ritiene controproducente. Nadav Amargan, capo dello Shin Bet, ha infatti avvertito che l’arrivo di una norma del genere potrebbe causare un’ondata di sequestri di ebrei in tutto il mondo”.
Alla Knesset il partito religioso Shas aveva inizialmente votato a favore della legge ma l’intervento di rav Yosef – erede del padre rav Ovadia Yosef nonché figura di riferimento per l’elettorato di Shas – potrebbe cambiare le cose. Yosef, nella sua dichiarazione, ha sottolineato che l’esecuzione di terroristi palestinesi potrebbe causare l’indignazione diffusa e mettere a repentaglio la vita degli ebrei che vivono all’ estero.