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“Responsabilità e impegno”

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Sicurezza, cooperazione, democrazia, Europa. Il 2018 sarà un anno da protagonisti per la diplomazia italiana che assume la guida dei 57 stati membri dell’organizzazione internazionale OSCE. E il primo atto di questo grande impegno per la Farnesina, fortemente voluto dal ministro degli Esteri Angelino Alfano, trova spazio proprio a Roma, nel cuore del ministero degli Esteri, con la prima Conferenza internazionale sulla responsabilità degli stati, delle istituzioni e degli individui nella lotta all’antisemitismo.
Una giornata di incontri internazionali al massimo livello che è stato possibile realizzare con il sostegno dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea, l’Office for Democratic Institutions and Human Rights (ODHIR), la fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea (CDEC) e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. “Una delle prime responsabilità dell’OCSE, con i suoi Stati membri e gli 11 paesi partner, è quella che concerne il rispetto dei diritti umani e, di conseguenza, l’impegno contro l’antisemitismo. L’iniziativa prende in considerazione il contesto più ampio del nostro impegno contro ogni forma di razzismo, xenofobia, discriminazione, intolleranza e crimini d’odio, comprese le discriminazioni verso cristiani e musulmani”. L’ambasciatore Francesco Maria Talò, a lungo console generale d’Italia a New York e ambasciatore di Roma in Israele è stato incaricato dal ministro Alfano, anche sulla base della sua grande conoscenza del mondo ebraico, di fare da catalizzatore per questa prima grande occasione italiana di politica internazionale sul fronte della difesa della democrazia e della lotta all’antisemitismo.
“Lavorare con dei partner in un contesto multilaterale – commenta – è strategico per l’Italia. E l’esperienza che il nostro paese ha acquisito ci conferisce un credito significativo sul campo internazionale. Vorrei ricordare che l’Italia è l’unico paese regolarmente presente con una propria iniziativa allo Yad Vashem in occasione del 27 gennaio e sono orgoglioso che proprio dal Consolato d’Italia a New York risuoni ormai da anni nella città la voce che ripete i nomi degli ebrei italiani assassinati nella Shoah. Il Giorno della Memoria, cui il nostro paese ha aderito con convincimento, ormai non è più solo una data, ma una capillare rete di iniziative anche a livello internazionale. Ma la nostra responsabilità non è solo quella di fare i conti con la propria storia, la nostra responsabilità è anche quella di andare al di là del dovere di ricordare per tradurre dalla Memoria un’azione nella dimensione concreta quotidiana”.
Ma l’incontro alla Farnesina, oltre a costituire il modo migliore per avviare questo anno di leadership italiana all’OSCE, serve anche per aprire uno scenario nuovo che caratterizzerà l’intero 2018. Un impegno considerato particolarmente rilevante in vista della ricorrenza dell’ottantesimo anniversario delle leggi persecutorie antiebraiche volute dal fascismo che aprirono le porte allo sterminio e alla rovina dell’Italia. Destinata a riunire delegazioni governative, istituzioni indipendenti, rappresentanti della società civile adottando un criterio fortemente inclusivo, l’architettura della Conferenza mette in parallelo alla plenaria politica, presieduta dal ministro Alfano che avrà accanto il Segretario generale dell’Osce Thomas Greminger e il direttore dell’ODIHR Ingibjörg Sólrún Gísladóttir”, un’articolazione in quattro panel tutti incentrati sul concetto di responsabilità. Responsabilità nel ruolo dei legislatori, del mondo politico, della magistratura, delle Forze dell’ordine. Responsabilità delle confessioni religiose. Responsabilità nell’utilizzo delle piattaforme digitali. Responsabilità della Scuola e del mondo dello sport. E’ proprio la responsabilità il dato di raccordo fra azione delle istituzioni e azione dei singoli cittadini che consente di tenere alta la dignità delle democrazie e di tutelare al meglio il futuro e i valori del mondo libero.

Guido Vitale

(29 gennaio 2018)