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Crisi a Gaza, Israele presta aiuti
e collabora anche con il Qatar

Da alcune settimane alti funzionari della difesa israeliana – membri del Coordinamento delle Attività Governative nei Territori (Cogat), ufficiali dell’esercito, e il servizio di sicurezza interno dello Shin Bet – hanno espresso la loro preoccupazione per la situazione nella Striscia di Gaza. L’economia della Striscia è sull’orlo del collasso totale, hanno avvertito, e lo stesso vale per le infrastrutture civili. Pochi giorni fa il governo di Gerusalemme ha fatto sapere di aver una proposta per la ricostruzione di Gaza da un miliardo di dollari: un piano, come raccontava La Stampa, “centrato sulla ricostruzione delle infrastrutture, a partire a impianti di desalinizzazione, linee elettriche e un gasdotto proveniente da Israele. Prevede anche il rilancio del parco industriale di Erez, sulla frontiera con lo Stato ebraico. In particolare, la linea elettrica ad alto voltaggio permetterà di raddoppiare le forniture a Gaza, dove l’elettricità manca fino a 20 ore al giorno”. A fianco di questo progetto israeliano nelle scorse ore è emerso che al fianco di Gerusalemme, in un’inusuale collaborazione, sta lavorando per Gaza anche il Qatar: giovedì un inviato qatarino ha rivelato – scrivono i quotidiani israeliani – che il suo paese sta lavorando a stretto contatto con Israele per inoltrare gli aiuti alla striscia di Gaza. “Quando vuoi lavorare a Gaza, devi passare attraverso gli israeliani”, ha dichiarato Mohammed Al-Emadi, capo del comitato per la ricostruzione di Gaza del Qatar, in un’intervista a Associated Press. “Senza l’aiuto di Israele non succede nulla”.
Nell’ambito di un sistema istituito dopo la guerra del 2014, i materiali per la ricostruzione vengono consegnati a Gaza attraverso un valico di frontiera controllato da Israele. L’Autorità palestinese in Cisgiordania coordina i progetti, i funzionari di sicurezza israeliani approvano l’ingresso dei materiali e le Nazioni Unite controllano le consegne per assicurarsi che non siano dirottate dai miliziani di Hamas. Nel corso degli anni, Al-Emadi ha detto di aver sviluppato un rapporto cordiale con la sua controparte israeliana, il generale Yoav Mordechai, a capo del Cogat.