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Moscati, il segno del collezionista

Screen Shot 2018-06-07 at 22.31.59Di collezionismo, impegno cui si dedicò per tutta la vita, si parla nella parashah della scorsa settimana. Dell’importanza di recuperare le cose perdute e di saperle poi mettere a disposizione degli altri. “Ed è proprio quello che Gianfranco ha sempre fatto, con la sua intensa attività. Gli dobbiamo molto” sottolinea il rav Umberto Piperno.
Una testimonianza ricca di aneddoti tratti dai Testi quella con cui il rav ha voluto omaggiare la memoria di Gianfranco Moscati, il celebre collezionista di documenti relativi alla storia dell’ebraismo italiano e della persecuzione nazifascista scomparso in febbraio all’età di 93 anni.
Documenti, manoscritti, fotografie, lettere, cartoline, francobolli e oggetti di arte ebraica. Il suo lavoro di ricerca, che ha trovato collocazione in alcune prestigiose sedi, ma che è in parte ancora da valorizzare, è stato al centro di una serata in suo ricordo organizzata nella sede del Museo ebraico romano. Nell’occasione la storica Serena Di Nepi ha ricordato le sue donazioni al Meis, che nel 2013 gli dedicò la mostra Testa e cuore. Il giornalista Giacomo Kahn alcuni intrecci nella Napoli ebraica. La direttrice del Museo Olga Melasecchi il significato di un’altra sua donazione, del 2007. L’ex presidente della Comunità Riccardo Pacifici l’amicizia con il padre Emanuele e i comuni interessi e impegni. Ad aprire la serata i saluti della presidente della Comunità Ruth Dureghello e del rabbino capo rav Riccardo Di Segni.

(8 giugno 2018)