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Gerusalemme, la squadra del Dialogo
sa anche vincere sul campo

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Ormai la fama di squadra del Dialogo e della pace ha valicato i confini di Israele, per arrivare un po’ ovunque nel mondo. Il Roma Club Gerusalemme, realtà che raggruppa bambini delle diverse religioni ed etnie e che ha all’attivo diverse iniziative che hanno fatto scuola, inizia ad affermarsi anche sul piano dei risultati agonistici. Non soltanto squadra simpatia, ma anche un vero e proprio incubatore di talenti che magari in futuro avranno una possibilità ad alto livello. Una dimostrazione arriva proprio da questo inizio di estate, con la compagine dei ragazzi di seconda e terza media che si è aggiudicata, prima volta nella sua storia, il campionato cittadino. Un trionfo celebrato dall’ambasciatore italiano Gianluigi Benedetti e dal sindaco Nir Barkat, che ha premiato i vincitori di un torneo che mette insieme le rappresentative e i club di tutti i quartieri della Capitale ma anche dall’area limitrofa accorpando realtà distanti molti chilometri a Nord come a Sud, a Ovest come a Est.
“Una grande soddisfazione, che ci premia dopo anni di duro lavoro” commenta Samuel Giannetti, tifoso giallorosso doc, che del club è una delle anime. “In dieci anni abbiamo creato qualcosa di importante, su un piano educativo ma anche su quello della competitività. E dai successi ottenuti sul campo – sottolinea – non potranno che arrivare benefici per la nostra missione”. Bambini ebrei e cristiani, musulmani e drusi, che imparano a conoscersi e a vincere i rispettivi pregiudizi tirando calci a un pallone. “È una responsabilità che ci siamo assunti con orgoglio e consapevolezza, anche se ci terrei a precisare che il club non fa in alcun modo politica attiva. Il nostro – riflette Giannetti – è un impegno che dà frutti nel lungo raggio e che si propone di formare nel miglior modo dei ragazzini affinché le prossime generazioni possano intavolare relazioni serene o almeno un po’ meno problematiche”.
Il fatto di conoscersi a fondo e di stringere legami sin dalla tenera età, la sua visione, “non potrà che essere d’aiuto”.
Il Roma Club conquista consensi e trofei, ma allarga anche la prospettiva del suo impegno stringendo ad esempio strategiche alleanze con i vivai dei club più importanti al mondo. “Rappresentiamo la Roma, certo, ma lavoriamo davvero con tutti. Quando si parla di sport e di valori, quando la posta in gioco è così tangibile – aggiunge – non esistono paletti”. La squadra, nel prossimo futuro, sarà così protagonista di alcune iniziative con Milan, Arsenal e Barcellona. E sicuramente in primavera sarà di nuovo in Italia, per altri incontri tra sport, identità e solidarietà.

Pagine Ebraiche luglio 2018, dossier Mondiali a tutto campo

(9 luglio 2018)