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Il presidente della Camera:
“Migranti, l’esempio è il Canada”

rassegnaVuole tracciare un linea tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega il presidente della Camera Roberto Fico, che, intervistato da Repubblica, si dice favorevole a una “immigrazione controllata, sostenibile, come avviene in Canada” che “può portare benefici per tutti”; afferma la necessità che i centri per migranti in Libia, fortemente sostenuti dal ministro dell’interno Salvini e attualmente luoghi in cui si violano i diritti umani, vengano controllati da organizzazioni internazionali al fine di proteggere quegli stessi diritti. Rispetto alla proposta del ministro leghista Fontana di abolire la Legge Mancino che sanziona chi istiga all’odio razziale, Fico afferma: “da terza carica dello Stato di una Repubblica nata sulla lotta al nazifascismo, ho già detto che quella legge va mantenuta e ampliata. Non c’è discussione su questo”. Il governo intanto è impegnato a Foggia, con il Primo ministro Conte, Salvini e il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio che promettono di dare una soluzione al problema dello sfruttamento dei migranti al Sud, dopo i due incidenti in cui sono morti 16 braccianti (La Stampa). “Diamo ai migranti vie legali per lavorare” afferma il presidente della Camera.

Il Medio Oriente e gli equilibri del Mar Rosso. Il Corriere racconta della nave Saviz, da mesi nelle acque del Mar Rosso e considerata dall’Arabia Saudita una possibile minaccia alla sicurezza dell’area perché utilizzata dall’Iran come strumento di spionaggio. In gioco, il controllo sulle acque del Mar Rosso su cui, spiega il Corriere, anche Israele vuole dire la sua. “Gli israeliani – scrive il quotidiano – hanno le loro pedine nel Corno d’Africa e vogliono, a loro volta, bilanciare le mosse dell’Iran. II premier Netanyahu, solo pochi giorni fa, ha ammonito che qualsiasi tentativo khomeinista di bloccare lo stretto di Bab el Mandeb provocherà una reazione internazionale alla quale Gerusalemme aderirà”. E riguardo alla politica d’Israele, secondo il New York Times, ci sarebbe il Mossad dietro l’uccisione Aziz Asbar, uno dei principali scienziati al lavoro sul programma missilistico siriano. Una vicenda ripresa oggi dal Foglio.

Leggi razziste, le scuse dei rettori. Come già raccontato su questo notiziario, il prossimo settembre l’università di Pisa, in collaborazione con Normale, Sant’Anna e Imt di Lucca, organizzerà una tre giorni di Memoria che culminerà con la lettura di un documento firmato dai rettori italiani in cui si chiederà scusa a docenti e studenti ebrei per l’adesione da parte delle accademie alle Leggi razziste. “Colpiti dalle leggi – ricorda il Corriere oggi – furono Emilio Segrè, Franco Modigliani, Enrico Fermi (che aveva la moglie ebrea), Federigo Enriques, Giuseppe Levi, Gino Luzzatto, Rita Levi-Montalcini, Elio Toaff, solo per citare alcuni nomi”. Il programma, ricorda il quotidiano, “prevede per il 5 settembre una cerimonia nel parco di San Rossore, a cui parteciperà il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni”. “Secondo una ricerca di Francesca Pelini e Ilaria Pavan – spiega in un altro articolo il Corriere – furono 96 i professori ordinari espulsi, 141 gli incaricati, 207 i liberi docenti, cui vanno aggiunti gli assistenti e quanti cominciavano la carriera senza un contratto. Si trattava del 7% del corpo docente universitario italiano. Una ferita che mai venne sanata”.

Ue contro Trump sulle sanzioni all’Iran. A distanza di 24 ore dall’entrata in vigore delle nuove sanzioni Usa contro l’Iran, si torna a parlare della questione su cui l’Europa assume una posizione diversa rispetto a Washington: “la difesa dell’accordo nucleare con l’Iran rientra nel rispetto dei patti internazionali ed è una questione di sicurezza”, scrivono in un comunicato il rappresentante Ue agli Esteri Federica Mogherini assieme ai ministri degli Esteri di Francia, Gran Bretagna e Germania. “L’Europa – l’analisi di Repubblica – teme infatti che l’inversione di rotta finisca per indebolire il presidente iraniano Hassan Rouhani, un moderato, a vantaggio di esponenti più ostili all’Occidente. Bruxelles vuole anche attivare il meccanismo del “blocking status” che, in teoria, dovrebbe proteggere le aziende europee da eventuali ritorsioni. Ma il mondo delle imprese non vuole rischiare, perché a novembre ci sarà un nuovo round di sanzioni americane ancor più severe di quelle ora introdotte, anche perché riguarderanno le esportazioni di greggio”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked