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Oltremare – Acqua

fubiniL’attrice che in televisione fa la pubblicità progresso per convincere gli israeliani a non fare troppo spreco d’acqua è oggetto di caricature infinite, sia per l’intensità con cui pronuncia teatralmente “Israele si sta seccando” e frasi simili, sia per via dell’effetto zolle di terra essiccate al sole che l’ideatore dello spot ha un po’ sadicamente deciso di usare sul suo bel viso. E non è che non abbia ragione, intendiamoci: il Kinneret o Lago di Tiberiade ogni anno scende di ulteriori manciate di centimetri e la pioggia invernale non basta più per riempirlo da decenni ormai. Al mio arrivo in Israele oltre dieci anni fa i locali si prodigavano in consigli su come evitare di buttare via acqua potabile non utilizzata, per esempio nell’atto quotidiano di regolare il calore della doccia: un secchio nella doccia e raccogli acqua pulita, non abbastanza calda per lavarsi ma ottima per lavare invece il pavimento o dar da bere alle piante. Ma in realtà, con i desalinizzatori e i sistemi di filtraggio per riutilizzo che abbiamo in funzione, l’acqua in Israele manca nel Kinneret e in generale a terra ma non nei tubi delle nostre case. E comunque ovviamente, secondo lo spirito vagamente anarchico insito nell’essere israeliano, la cosa in assoluto più popolare da fare lungo l’estate è andare a sguazzare in qualche ruscello o laghetto al nord: non c’è acqua? E noi ci godiamo quella che c’è, finché c’è. La cosa quest’anno è riuscita non benissimo per via di una poi scampata epidemia di leptospirosi causata a quanto pare proprio dalla carenza di acqua e quindi di corrente nei suddetti torrenti e laghetti, ma c’è da scommetterci che l’anno prossimo il popolo d’Israele si ritroverá di nuovo a bagno al nord per rinfrescare gli animi arroventati dall’estate.

Daniela Fubini

(27 agosto 2018)